Lettera aperta al Presidente della Regione da parte di due fruitori delle montagne molisane. Una missiva accorata e pacata da chi non è impegnato a nessun titolo nelle beghe della politica e negli interessi particolareggiati. Solo semplici amanti della natura, di Campitello Matese e delle nostre bellezze paesaggistiche, per questo motivo le considerazioni e le riflessioni che vi invitiamo a leggere acquistano più valore.“Gentile Presidente della Regione,Nell’augurarle Buon Anno, desideriamo portare alla Sua attenzione lo stato di quasi abbandono in cui versa Campitello Matese. Finita l’era Plattner, c’è stato un susseguirsi di dirigenti, consorzi e pseudo tali che non sono riusciti a far decollare la stazione in alcun modo. E gli stessi impianti di risalita presenti negli anni ’80 li abbiamo ancora oggi. Anzi, con qualcuno in meno, perché la sciovia “Olimpica” è stata rimossa e la “Capo d’Acqua” funziona a singhiozzo.
Gli alberghi sono gli stessi, e neanche troppo attrezzati, né dal look accattivante, l’asfalto (in particolare quello dei tornanti) spesso ha delle voragini, non ci sono cartelli che segnalino la stazione con un certo anticipo e in modo da catturare l’interesse del turista, non si fa pubblicità in TV, non si parla di installazione di nuove piste sull’altro versante e ammodernamento delle esistenti.
Se aggiungiamo la scarsità di precipitazioni atmosferiche, abbiamo completato il quadro. Molto sconsolante.
Puntare sul turismo è un diritto-dovere per chi le risorse le ha, e visto che siamo cresciuti sulle piste di Campitello, vederla trattata come una Cenerentola ci rammarica e ci indigna.
Il Suo esecutivo sta battendo il chiodo dell’Expo 2015 per rilanciare la nostra Regione: vi siete posti il problema delle nostre risorse paesaggistiche? Campitello vi rientra a pieno titolo, ma se la presentiamo in questo stato da malato in rianimazione non andiamo molto lontano…
Ci sono Paesi che darebbero chissà cosa per avere le nostre risorse. Noi le abbiamo e le trattiamo come l’ultima ruota del carro.Ci auguriamo che questo sia l’anno del riscatto, non solo alla luce dell’Expo, ma anche e soprattutto per rispetto verso una Regione che diciamo di amare, ma sembra solo a parole.”
Grazie per l’attenzione
Mariella Mastronardi
Donato Paolone































