di Pietro Tonti
Un tempo, ove vigeva la politica con la “P” maiuscola vi erano i due gruppi contrapposti PCI e DC, esisteva la scuola della politica e “ideali” contrapposti. I ragazzi si formavano in vere scuole allestite per far comprendere l’importanza della meritocrazia e dei ruoli all’interno di un partito.
Così, chi si avvicinava ad uno di questi movimenti, riconoscendosi nell’uno o nell’altro gruppo, sapeva che prima di alzare la voce ed essere investito di un qualsiasi ruolo, doveva fare una necessaria gavetta.
Si iniziava con la distribuzione dei volantini, l’affissione dei manifesti, la partecipazione con impegni settimanali, se non giornalieri a riunioni e assemblee.
L’attivismo costante, era necessario per comprendere le direzioni intraprese dai capitani, dai vertici, che dettavano le linee guida dei partiti, misurandosi con il nazionale e i problemi locali.
Erano i personaggi al vertice della piramide a scegliere chi poteva candidarsi alle comunali come consigliere, in seguito ad una necessaria erudizione quindi, mai si registravano prese di posizione anomale, in quanto si rischiava l’espulsione immediata.
I tempi naturalmente sono cambiati, modificati dalla modernità, dai social network e dal crollo degli ideali. Un inizio millennio che ha fatto precipitare ogni valore e meritocrazia. I vertici sembrano avere perso potere, dialogo, non in grado di comunicare con la base e viceversa. Capita finanche che la base si “illumina di immenso” e decide di esprimere il parere di tutti senza consultare nessuno, come accade nel PD cittadino di Isernia.
Parrebbe che nel PD oggi vi siano continuamente azioni scomposte, non pesate, con i dovuti mezzi e la risultanza è il caos.
Veniamo alle storture di casa nostra. Mentre su Isernia 10 consiglieri comunali dell’area PD abbandonano l’aula. Il Segretario cittadino del partito Giuseppe De Lellis chiede le dimissioni del Sindaco (azione personale, non decisa dall’alto) sulla questione interviene l’On Danilo Leva che parla di “follia micidiale”.
Stesso parere del Segretario provinciale pentro Alfonso Di Iorio.
Spostando l’attenzione sulla segretaria regionale Micaela Fanelli, parrebbe che senza convergenze, abbia dato il via alla crisi al comune di Isernia. Non avrebbe consultato nessuno, o la questione gli è sfuggita di mano, o addirittura non ne era assolutamente a conoscenza. In ogni caso un segretario, dovrebbe avere la situazione politica locale e regionale sotto controllo.
Il Sindaco Brasiello rompe gli indugi e accusa la segretaria Fanelli: é lei ad aver determinato la crisi al comune di Isernia per salvaguardare i propri interessi politici agendo nell’ombra.
Con un altro comunicato la Fanelli tenta di ravvedersi, di tentare di salvare la sua segreteria con l’appoggio incondizionato al sindaco Brasiello, ma appare chiaro che si tratta di una posizione che nasconde pecche, leggerezze che tenta di ammorbidire.
La verità inconfutabile è che manca dialogo e comunicazione all’interno del partito di maggioranza a tutti i livelli, locale e regionale, le diverse anime sono in contrasto e le risultanze sono nocive per lo stesso Dem.
Dal comitato cittadino del Partito democratico di Isernia si chiede la testa della segretaria regionale Fanelli per l’incapacità a gestire il partito, e la si accusa di aver determinato la crisi al comune pentro.
Dalla Segreteria Regionale del PD, giunge un comunicato a firma di Maurizio Cacciavillani tendente a sconfessare l’esistenza di un comitato cittadino del PD su Isernia. “Esiste un’Assemblea, una Direzione, una Segreteria ed un Segretario provinciale, ma non esiste un Comitato in qualità di organo ufficiale del partito dichiara.” Insomma parlare di caos è eufemistico.
Cosa accadrà nei prossimi giorni si chiedono i cittadini molisani.
C’è chi rimpiange la segreteria del PD affidata per anni all’attuale onorevole Danilo Leva, che riusciva a dialogare con tutti i membri del partito senza alcun problema e rumors. Nella sua gestione non si sono mai sollevate ingerenze e ognuno era in grado di rappresentare il suo ruolo, senza scavalchi e inopportune uscite mediatiche scomposte. Leva proviene infatti, da quella scuola della politica dell’ultima generazione, per cui la meritocrazia aveva delle fondamenta imprescindibili e la crescita all’interno del gruppo, disponeva fasi e piramidi da scalare prima di raggiungere posizioni di rappresentanza.
Ci sono delle responsabilità per chi detiene un ruolo fondamentale, come la segreteria del primo partito regionale che in questo momento storico, con le centinaia di problemi concreti irrisolti, non si può permettere di brancolare nel buio delle divisioni intestine.
In virtù di una gestione oramai inappropriata della segreteria politica, delle falle aperte e mai richiuse, degli imbarazzi e delle scorrettezze che giungono da entrambe le fazioni all’interno del partito, bisogna darsi una sveglia.
Ricondurre il tutto al ruolo di responsabilità che il PD ha per l’intera regione Molise. Se non si chiariscono ed eliminano queste controversie, il futuro sarà senza alcun dubbio compromesso.
Al popolo giungono solo allucinogeni ed inverosimili posizioni da “Drug Test tossicologico”.
Alla luce di quello che sta accadendo, si potrebbe rivolgere un appello ai parlamentari Venittelli, Ruta e Leva, al presidente della regione Frattura, che hanno maggiore peso istituzionale nel PD, affinchè possano riorganizzare il partito, con posizioni e personaggi che siano ampiamente condivisi da tutti i componenti di Dem.
Potremmo consigliare di ricondurre il partito alla sensibilità, all’onore e alle dinamiche meritocratiche, facendo anche dietrologia e guardando al passato in cui vi erano ruoli e condivisioni, persone capaci di aggregare e proporre, di unire e sostenere, in sintesi: la scuola della politica.
Nel bailamme generale, siamo certi che chi proviene dal passato avrà la forza di cambiare, rigenerare questo partito alla deriva.































