“La politica oggi? Un corpo separato dal suo legame originario con il territorio. In molise come in Italia non c’è opposizione, esiste un modello perverso”.

Fotografia impietosa quella scattata da Oreste Campopiano, noto avvocato termolese ma appassionato di politica, quella però senza alcun retrogusto, con un unico sapore, quello d’altri tempi quando esistevano le ideologie e i Partiti.

Per Campopiano la politica é sbandata. “Abbiamo assistito ad un centrosinistra che ha votato un Presidente della Repubblica democristiano e un centrodestra che avrebbe voluto un socialista come Amato”.

E in Molise il degrado della politica cammina sulla falsariga di quella italiana. C’é ipocrisia, non esiste opposizione. “Perché non facciamo – si chiede il noto avvocato termolese – come la Germania che ha dichiarato la presenza di una Grosse Koalition”. In Italia il Patto del Nazareno é stato un bluff, in Molise ironizza “Ci manca pure il Nazareno”.

E a proposito del Molise l’affondo non poteva mancare. Toni duri che celano un velato attacco alla classe dirigente. “Mi preoccupa – spiega senza mezze misure – l’assoluta mancanza di un progetto di governo”. Non poteva mancare l’esempio delle Gran Manze. ” Non si può pensare – dice – al mega allevamento intensivo della Granarolo, a San Martino o Larino, senza parlare del progetto invasivo per l’intero territorio e senza includerlo in un discorso di sviluppo e di scelte politiche che si fanno sul territorio e che si devono fare con il territorio”.

Per l’avvocato termolese Gran Manze prima e Biogas poi,  sono discordanti nella filosofia ma, concordanti nell’attacco al territorio.

Un Molise che cade a pezzi. La soluzione potrebbe essere secondo Campopiano un ingrediente forse impopolare. Basta con il solito ritornello della spending review. “La politica – continua – non é risparmio, é spesa o meglio é capacità di spendere e acquisire capitali sulla scorta di programmi che si verificano sulla carta e si attuano immediatamente utilizzando oggi il grosso canale dell’Europa”.

E questa mancanza di programmi é forse l’effetto della causa, ovvero politici che viaggiano in solitaria, che si aggrappano a partiti inesistenti, a quei partiti etichetta che interrompono velocemente il loro processo.

E il basso Molise che potrebbe essere il volano di sviluppo della regione,  con un polo industriale che aveva cominciato a essere competitivo prima dell’arrivo della Fiat che ha bloccato lo sviluppo, e sfruttando la posizione strategica di Termoli affacciata sull’Adriatico é poco considerata e viene sempre rilegata a fare la cenerentola dell’intero territorio.  Forse, tra i motivi, la ridotta rappresentanza politica, una sola voce istituzionale é insufficiente.

Per Campopiano i tempi della ripresa ormai sono ridotti, se non si interviene tempestivamente si corre il rischio di diventare lo spezzatino geografico dell’Italia. “Forse dolosamente qualcuno evita di parlarne.  Di autonomia regionale, nè maggioranza, né opposizione hanno mai sollevato il potenziale e non lontanissimo rischio. ”

E poi per concludere un cenno autobiografico. “Ho ripreso i contatti con i dirigenti del partito”. Ovviamente il riferimento é ai socialisti laici. Strizza l’occhio, é evidente,  a una nuova sfida. E non direbbe certo no ad una eventuale, forse ennesima scesa in campo per i prossimi appuntamenti elettorali che lui stesso non vede lontanisssimi.

Anche se con Campopiano é come scartare ogni volta un cioccalatino della fortuna con su scritto “Ritenta, la prossima volta sarai più fortunato”.

Carla Ferrante

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