Vi è un silenzio assordante sulla variazione dello Statuto della Fondazione Pia Unione SS. Annunziata di Venafro.

Non si registrano nemmeno interventi da parte dei membri dell’opposizione consiliare al comune di Venafro.

Non giungono posizioni quindi, a difesa della Caritas Diocesana e delle Associazioni di Volontariato escluse dal Consiglio di Amministrazione della Pia Unione dopo il rogito notarile di modifica statutaria.

Nemmeno le donne impegnate nella minoranza consiliare, intervengono, sempre pronte a sposare cause di solidarietà sociale: dove sono finite?

 

pia unione vescovo e prete vignetta big 1

Eppure la questione è di una gravità assoluta da far gridare allo scandalo, ma stranamente si tace, non si vuole dire la propria, come se si avesse paura ad intervenire, se ci fosse qualcosa di superiore che manovri nell’ombra e blocchi qualsiasi intervento, e per quali fini?

In questo caso dobbiamo affermare che il sindaco Sorbo è stato solerte a presentare “istanza di autotutela” inviata al Presidente della Giunta Regionale negli ultimi giorni, per richiedere l’annullamento della deliberazione del CdA della Fondazione, di approvazione delle modifiche statutarie con richiesta di accesso agli atti.

In questa circostanza il Sindaco di Venafro ha dimostrato di essere scevro da condizionamenti esterni e plaudiamo al suo intervento, soprattutto quando afferma: “la modifica statutaria in questione appare errata e non condivisibile sotto molteplici aspetti e, comunque in contrasto con i principi di democraticità, trasparenza oltre che tale da rendere le relative previsioni inidonee ad assicurare il buon funzionamento e la corretta gestione amministrativa dell’ente”.

Sorbo sostanzialmente sostiene, quello che abbiamo riportato nei giorni scorsi nel nostro giornale:

“per effetto di tali modifiche statutarie si andrebbero ad eliminare proprio i componenti designati in rappresentanza delle realtà più vicine alle situazioni di disagio e bisogno sociale (Caritas Diocesana e Associazioni di Volontariato), così tradendo le finalità della Fondazione(come da atto fondativo) che , è bene ricordarlo, non è un club privato per pochi, bensì, discende dalle Opere Pie costituite in città oltre un secolo fa con la funzione di enti di beneficenza e assistenza nei confronti delle persone bisognose e in situazioni di disagio di qualsiasi tipo.”

Questo in sintesi il contenuto dell’istanza di autotutela presentata dal sindaco di Venafro che ci auguriamo non sia solo di facciata, ma rappresenti il viatico per il successivo ricorso al Tar da parte dell’amministrazione comunale, affinchè venga richiesto l’annullamento definitivo della oscena variazione statutaria della Pia Unione.

Da questo primo atto della vicenda, si palesa in maniera inequivocabile che alcuni personaggi non hanno su questa questione posizioni limpide, dai componenti del Cda ai consiglieri omissivi di minoranza al comune di Venafro che non potevano non sapere dell’esclusione, abbondantemente denunciata nei giorni scorsi.

La domanda è sempre la seguente: quali interessi particolari e futuribili contrari alle finalità della Fondazione si celano in questa variazione?

Questo è un altro argomento che non mancheremo di affrontare.

 

Reporter One

 

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