“Un anno fa la parola da associare all’Expo era scandalo: sono grato a Sala, a Cantone, a tutta la squadra che è riuscita a trasformare questo evento in un’opportunità.Expo diventa cartina di tornasole delle grandi ambizioni che ha l’Italia”. Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parlando a Le idee dell’Expo all’Hangar Bicocca di Milano.

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“Ma – ha proseguito Renzi – non basta, non ci accontentiamo di aver cancellato la parola scandalo. Se noi siamo bravi, nei prossimi 83 più 184 giorni che ci aspettano, trasformiamo la parola chiave in identità. L’identità è il senso profondo di ciò che l’Italia è. Se l’Italia fa il suo mestiere nel mondo e gioca la sua partita, non ce n’è per nessuno”.

Renzi auspica che Expo non sia “solo un evento, un appuntamento, una fiera: non siamo un catering nè una ditta di organizzazione eventi. C’è un pezzo della nostra economia che non ha paura della competizione internazionale. Non è solo quella agroalimentare, ma anche quella dell’innovazione, della tecnologia e dei macchinari. La condizione – ha aggiunto – è che si esca dalla melina del continuare a pensare che siano altri a risolvere i problemi. Con l’Expo si vedrà cosa può essere l’Italia dei prossimi anni”.

Il premier ha proseguito: “Il 2015 per l’Italia è un anno ‘felix’, che non vuol dire soltanto felice, ma che vuol dire fertile. Un anno straordinario e fertile. Qualcosa finalmente si muove dall’Europa e la conseguenza di questo è che il rapporto tra Euro e Dollaro è tornato alla normalità. Se a questo si aggiunge il crollo del prezzo del petrolio e le nostre scelte politiche, si capisce che questo sarà un anno felix. Ci sono tutte le condizioni all’esterno del nostro paese per tornare a correre”.

Oltre alle novità in ambito europeo ed internazionale, Renzi ha citato tra le condizioni favorevoli anche “le misure messe in campo dalla politica rispetto alle aziende”, in particolare “quelle contenute nella legge di stabilità, come l’Irap e la decontribuzione per le nuove assunzioni. Interventi tali da dire che non ci sono più alibi per nessuno”.

Ha concluso il premier: “Expo non sarà solo una fiera, ma un’occasione per combattere le ingiustizie. Se la politica rinuncia a combattere le ingiustizie non è più politica è mera amministrazione, è mera quotidianità. Nessun dorma – ha esortato citando la Turandot, l’opera che aprirà l’evento il primo maggio – per tornare a crescere serve il lavoro di tutti, a partire dal prossimo Expo”.

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