Riceviamo e pubblichiamo. Un’interrogazione parlamentare sconcertante per gli abitanti del “cratere”. Continuavamo a leggere l’articolo pubblicato su un quotidiano locale e non ci sembrava vero che la politica molisana, responsabile di aver reso le zone del cratere prive d’idonee strutture sanitarie, infrastrutture viarie e presidi delle forze dell’ordine, potesse fare un’urgente interrogazione parlamentare per fermare la realizzazione del centro di accoglienza nell’ex villaggio dei terremotati di San Giuliano di Puglia, perché prive delle succitate strutture e infrastrutture.

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Professore Elvio Petrecca

Sfortunatamente non avevamo letto male. Il Senatore Ulisse Di Giacomo richiede al premier e ai vari ministeri di escludere il centro hub di San Giuliano dal Piano d’accoglienza per le politiche immigratorie, perché il piano approvato dalla Conferenza Stato-Regioni prevede “l’esclusione dei Comuni colpiti da terremoti o interessati da situazioni d’emergenza”. Ci sembra un’assurdità leggere cose del genere da chi ha reso il Molise, una regione in permanente emergenza e fatto solenni promesse ai molisani che una disgrazia così grande come il terremoto, sarebbe diventata un modello di sviluppo e generato un riscatto morale sociale economico e occupazionale, tanto da diventare un mantra da recitare in ogni pubblica occasione.

Ci sembra, per noi molisani, vergognoso, leggere da chi, con un’opera di certosino delinquenziale accattonaggio, in un magna-magna generale, creato all’occasione per propiziarsi consensi e consolidare potere, ha disperso ingenti e preziose risorse. Ci sembra assurdo che, dopo aver creato più danni dello stesso terremoto, ora si possa chiedere con un’interrogazione parlamentare, la negazione del diritto alla vita di migliaia di profughi che scappano da guerre, eccidi e sfruttamento e quella di molti molisani che popolano le zone del cratere, motivando l’interpellanza, per delle carenze di servizi che lui e il suo intimo amico Iorio, dovevano creare.

L’ipocrisia della politica, spesso esercitata da miseri uomini moralmente compromessi, ci sembra terribilmente banale nella sua perversità. La politica della Banda Bassotti, che in passato governava la regione, ha creato nelle zone del cratere, il nulla, lasciando per decenni la nostra gente nelle baracche e nel caos della ricostruzione e ignorando il territorio circostante, anch’esso bisognoso di servizi. La politica della “banalità del male”, dei piccoli Eichmann, idealmente votati all’intrallazzo e all’intolleranza, invece di adoperarsi per ottenere il massimo profitto in termini etici, sociali e culturali dalla presenza di un centro d’accoglienza e impegnarsi per la creazione di servizi efficienti per il territorio e preferisce presentare interrogazioni parlamentari per non aprirlo è una politica che non ci piace.

Ci dissociamo completamente da perverse interrogazioni strumentali, che sottendono una palese intolleranza per la “diversità” che diventa capro espiatorio per nascondere le manchevolezze di una classe politica inadeguata che si nasconde dietro interessi partitici, i campanilismi, i pregiudizi, l’indifferenza e la profonda ignoranza. Non c’è alcun dubbio, la sofferenza porta sempre tanti positivi valori tra la gente semplice e povera del nostro Molise e allo stesso tempo mette in luce anche tutte le miserie interiori di alcuni personaggi della politica nostrana.

prof. Elvio Petrecca

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