Un mega calderone la conferenza stampa fiume del centrodestra regionale sostenuto dal parlamentare Ncd, Ulisse di Giacomo.

Di tutto di più, dall’autostrada Termoli San Vittore alla mozione di sfiducia sollevata dai cinque stelle definiti dai relatori come la stampella del centrosinistra.

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Iorio non riesce a darsi pace e chiama in soccorso il parlamentare Ncd insieme ai due rappresentanti regionali, Fusco Perrella e Cavaliere.

La seconda puntata sul corridoio autostradale che avrebbe collegato il Tirreno con l’Adriatico, é stata un ripasso di quanto già detto nella prima conferenza. Unico elemento aggiuntivo é sapere quanto ci é costata. Sono all’incirca 60 i milioni spesi e la somma per i danni che la società potrebbe avanzare si aggirano intorno ai 30. E si arrivava a ben 90 milioni attinti dalle tasche dei contribuenti per studi di fattibilità, progetti, varianti e cosi via. E poi di Giacomo “Forse Frattura e Nagni credono che l’Autostrada si chiami del Molise perché é di proprietà molisana e loro possono decidere cosa farne”

Sotto la lente d’ingrandimento la metropolitana leggera che per il centrodestra apparentemente riunito é un indubbio interesse personale da parte del governo regionale definito miope. E ancora una volta il senatore di Giacomo rivolge l’interrogativo al governatore “Quale rapporto c’é tra il presidente della regione e il progettista della metropolitana leggera?”

Il ritornello é identico, il governo Frattura non può spostare fondi nazionali,  é illegittimo. Di Giacomo intanto ha presentato al premier e al ministro delle infrastrutture Lupi un’interrogazione. Sarcasmo anche per il tunnel che dovrebbe collegare i due lati della città adriatica.”Un traforo – dice l’ex governatore Iorio – che non vuole nessuno”

Dall’autostrada si salta agli immigrati. Di Giacomo spiega il suo no all’accoglienza di ben 400 immigrati a San Giuliano di Puglia.

Troppi per una collettività decentrata e numericamente poco consistente.

Critiche anche per l’Area di crisi. Per di Giacomo non sarà mai riconosciuta dal governo centrale perché tra Bojano e Venafro non c’é una sola azienda nazionale in crisi.

A conclusione la mozione di sfiducia che rivela l’attrito tra i presenti. La Fusco indispettita dall’atteggiamento dei grillini si smarca, Iorio se ne puó discutere, Cavaliere la firmerò se non sarà strumentalizzata.

Carla Ferrante

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