“É un disastro vero e proprio l’applicazione del decreto Balduzzi”, a parlare é l’ex governatore della regione Molise, Michele Iorio a margine della conferenza stampa.
“Il decreto – continua – non é contestabile come riorganizzazione di un servizio sanitario nazionale, ma che nel Molise rappresenta un depauperamento dell’offerta sanitaria, soprattutto per le urgenze. Quindi, se ci sarà urgenza, di qualsiasi genere, questa regione non offre tutte le possibilità per curarsi, quindi bisogna recarsi in altre regioni e cercare un posto con tutte le difficoltà delle distanze e dei tempi che per le emergenze diventano un dramma.”
E continuando “Una situazione che deve essere sottolineata in maniera reale senza polemiche e senza storie. Il molise e, non solo la regione, deve reagire e deve fare anche passi giudiziari per impugnare un provvedimento che mette in pericolo la salute dei cittadini.”
Sembra quasi un accanimento verso la nostra regione, sono anni che ci trasciniamo la drammatica questione sanità, basta pensare agli anni di commissariamento.
“C’é sempre stato un accanimento del governo verso il Molise. Siamo un fastidio per questa nazione perché non abbiamo la dimensione demografica per poter garantire alcuni servizi ma, se siamo regione, abbiamo il diritto di rivendicare le nostre peculiarità e quindi il governo – spiega ancora Iorio – deve assolutamente assecondarci altrimenti ricorriamo alla Corte Costituzionale”.
-Potrebbe essere la soluzione?
“Potrebbe e la proporró in consiglio regionale ma faremo comunque come cittadini molisani.”
-Ma se questa del ricorso alla Corte Costituzionale potrebbe essere la soluzione, perché non lo ha fatto lei in precedenza?
“Perché oggi sta uscendo – conclude l’ex governatore – ancora non é firmato, il decreto attuativo che presenta alcune modifiche a favore della Basilicata e non del Molise. Questa é la novità”.
Peccato però che sono anni di commissariamento, anni che il Molise registra un debito sanitario spaventoso e anni in cui si era palesata la drammatica situazione attuale. Perché se oggi é cosi semplice la soluzione, non lo era anche ieri? Magari oggi la classe politica avrebbe potuto occuparsi di altre situazioni drammatiche.
Carla Ferrante






























