La comunicazione musicale: il critico musicale. Il plagio nell’informazione e la deontologia professionale, questo il tema dell’incontro di approfondimento di una materia importante e spesso trascurata.

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I Consiglieri dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti  Vincenzo Cimino e Cosimo Santimone, che rappresentano l’OdG del Molise, hanno voluto dedicare questa giornata di studi ai colleghi, valida per l’acquisizione dei crediti formativi per i giornalisti e funzionale  ad un maggiore approfondimento di tematiche desuete, ma di sicuro interesse, vista la grande partecipazione.

Gli interventi sostanziali dei relatori si sono catalizzati su Cosimo Santimone, nella sua disquisizione ha esposto tutti gli aspetti relativi  al plagio nella musica, evidenziandone le criticità e gli aspetti giuridici e legislativi.

Il Pianista Piero Di Egidio ha trattato in generale l’approccio alla musica evidenziandone le difficoltà oggettive della critica e citando un’affermazione di Frank Zappa:” parlare di musica è come parlare di architettura”.

Il Musicologo Francesco Paolo Russo, ha offerto il suo prezioso apporto storico alla nobile arte musicale, soffermandosi sulla necessaria conoscenza della musica, delle evoluzioni e dei passaggi che hanno caratterizzato e caratterizzano le eterogenee tendenze, in riferimento alle epoche e ai generi, necessari per avvicinarsi alla critica musicale, che in sintesi è pura passione, ispirazione. Il Critico spesso è un ex musicista, un direttore d’orchestra, un personaggio che di musica è intriso e può permettersi nella sua conoscenza di poter esprimere giudizi pertinenti sul valore dell’esecuzione musicale. Il Musicologo ha portato alla platea attenta le difficoltà del momento delle case discografiche, le evoluzioni dei supporti musicali, dal vinile, fino ai nostri giorni con CD  e mp3, e le difficoltà dei principali produttori a reggere la macchina della produzione discografica con l’avvento del web e dello scarico a costo zero della musica attraverso i siti musicali.

Partecipazione straordinaria del critico musicale Ugo Sbisà della Gazzetta del Mezzogiorno. Interessanti i suoi paralleli tra i diversi generi musicali e l’approccio semantico all’individuazione delle motivazioni per cui  la massa predilige l’uno o l’altro artista.  Gli errori che il critico commette  nell’esaltare, musicisti che possono passare alla storia per le loro originali aree o tendenze, ma che puntualmente vengono smentiti dal tempo rivelandosi meteore, o fiaschi. Sbisà ha fatto emergere la difficoltà dell’essere critici musicali, in un mondo in continua evoluzione, dove oltre all’eterna musica classica e ai generi che hanno caratterizzato gli anni 60/70/80 vi è un mare magnum di proposte che lasciano spazio alla creatività e ad un approccio critico complesso e variegato.

Esaltante la sua esperienza personale relativa all’incontro e alla successiva amicizia con Miles Davis, genio musicale, il  compositore e trombettista statunitense jazz, considerato uno dei più influenti, innovativi ed originali musicisti del XX secolo.

Ottima la conduzione dell’incontro affidata al giornalista Vincenzo Cimino che non ha mancato di porre  domande pertinenti, sugli aspetti più complessi della critica musicale, ai diversi relatori che si sono susseguiti nelle 4 ore di approfondimento.

Reporter One

 

 

 

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