L’evento meteorologico dello scorso 5 marzo, sta assumendo dimensioni apocalittiche per l’intero patrimonio arboreo della nostra città. Ma ciò che maggiormente preoccupa è che i danni peggiori non sono quelli causati dalla naturale caduta degli alberi, ma rischiano di diventare quelli derivanti dall’abbattimento indiscriminato che si è scatenato dai giorni a seguire l’evento.
Oramai è psicosi collettiva: privati, condomini, amministrazioni pubbliche e private, stanno decimando giardini, cortili e pertinenze di ogni tipo paventando ovunque rischi di cadute alberi, in un ingiustificato gioco di scarico di responsabilità che inevitabilmente finisce per deliberare l’abbattimento delle piante. E spesso a farne le spese sono alberi in perfetta salute, a volte centenari, piante che hanno resistito a decenni di intemperie, compreso l’ultimo eccezionale evento, e che senza neanche un minimo di parere tecnico da parte di personale competente, vengono sacrificati sotto i colpi delle motoseghe.
Le ultime vittime sono state gli storici pini all’interno del cortile del Centro di Salute Mentale dell’ARSEM, in via S. Lorenzo (alle spalle ex antitubercolare). I più attempati ben ricordano la pineta che caratterizzava quel luogo, negli ultimi anni sfoltita a più riprese e definitivamente cancellata con il drastico taglio di questi giorni. Impotenti ed immobili le istituzioni; a volte, come nel citato caso, sono gli stessi enti pubblici a commissionare i tagli. Una logica spietata che, se applicata ovunque, potrebbe, di questo passo, portare all’eliminazione totale di tutti gli alberi della città, dato che, potenzialmente, ogni pianta potrebbe cascare e procurare danni. E così, anziché concentrarsi sulla cura e manutenzione delle piante, si preferisce abbatterle azzerando rischi e preoccupazioni.
Il vuoto normativo derivante dall’assenza di un regolamento comunale per la gestione del verde pubblico e privato, determina le spiacevoli situazioni di questi giorni; in sostanza chiunque voglia sbarazzarsi di una pianta , può farlo nella massima libertà ed autonomia, giustificandosi con un generico “potrebbe cascare”. Necessario quindi intervenire nel più breve tempo possibile regolamentando la gestione del verde urbano, dalla fase di scelta delle essenze, alla messa a dimora in funzione anche degli sviluppi volumetrici futuri dei fusti e delle chiome, alla manutenzione ordinaria a e straordinaria, fino alle potature ed all’abbattimento che dovrebbe sempre essere corredato di pareri tecnici da parte di personale competente capace di attestare l’effettivo stato di salute delle piante, nonché l’effettiva ed eventuale probabilità di caduta dei rami o dei fusti.
Così scrive sul suo profilo Facebook il Consigliere comunale di Campobasso Simone Cretella (M5S)































