La soluzione c’é per attutire o addirittura deviare il colpo di macete del decreto Balduzzi che se attuato disegnerebbe una sanità fatta solo di pseudo ospedali.
Il Cardarelli che oggi é un dipartimento di emergenza e assistenza di secondo livello con branche di specializzazione si trasformerebbe in un presidio di primo livello con pochi reparti funzionanti e senza specialità.
La strategia trovata dai tre parlamentari Ruta, Leva e Venittelli é contenuta nelle parole dello stesso decreto. Ovvero solo un protocollo d’intesa tra l’Università e l’azienda sanitaria creando l’azienda ospedaliera universitaria, metterebbe al riparo gli ospedali di Campobasso, Isernia e Termoli. Con il patto siglato tra le due istituzioni il nosocomio del capoluogo uscirebbe dalla competenza Asrem per finire in quella dell’Università su cui il decreto non può pronunciarsi. Percorrendo questa strada il Cardarelli non verrebbe intaccato minimamente dalla scure del governo e la sua sussistenta sarebbe garantita. I due ospedali di Termoli e Isernia resterebbero Dea di primo livello in base al conteggio della popolazione ridotta. Per l’ospedale di Agnone, invece, occorre chiedere il riconoscimento di area disagiata come hanno fatto altre regioni.
L’ appello dei tre é ovviamente rivolto al governatore che ha le competenze istituzionali per procedere in questa direzione.
Carla Ferrante






























