Nelle lotte arcaiche della fede, ritornate prepotentemente alla ribalta con genocidi ed estremismi che con la religione poco hanno a che fare, vi sono persone anche molisane che cercano con il loro lavoro, la loro fede nelle missioni lontane, ai confini della civiltà, di affermare la cristianità e la pace.

Vi parliamo oggi in tema di festa cristiana, nel lunedì dell’Angelo di Suor Enrichetta Tortola, isernina di Colle Martino, la frazione che identifica il famoso Macerone. Giovanissima agli inizi degli anni settanta sposa in Cristo con la Congregazione delle Ancelle Eucaristiche di Melito di Napoli. Iniziò con la laurea magistrale e successivamente con l’insegnamento nelle scuole primarie all’interno del convento, in una zona calda e a grande impatto camorristico ad esercitare il suo ruolo nel convento.
Suor Enrichetta, benvoluta ed amata da tutti, ha dato nel corso degli anni la possibilità ai bambini più sfortunati dell’hinterland partenopeo, di apprendere i rudimenti del sapere e della conoscenza. Dalla metà degli anni 90, ebbe l’opportunità di avviarsi in missione. Suor Enrichetta giudica la proposta della madre superiora quale grande opportunità per affermare la parola del Signore e cercare di alleviare le sofferenze di popolazioni sfortunate, accettando di buon grado la missione. Prima si reca nell’ Africa nera, in Uganda, nella missione di Mulagi, dove trova un paese vittima della povertà assoluta e della disperazione di bambini resi orfani dalla brutale carneficina della seconda guerra civile ugandese. Con le sue compagne nella fede, presta soccorso, alleviando le sofferenze di centinaia di donne e bambini. Offre speranza nella fede e numerose giovani fanciulle, prendono i voti e vengono in Italia. Finita l’esperienza africana, si palesa un’altra missione ai confini del mondo. Suor Enrichetta oramai custode dell’esperienza ugandese, non rinuncia a partire e si reca in Indonesia sull’isola di Flores nella regione del Nusa Tenggara orientale. Trova un paese estremamente povero e con le consorelle rimette a nuovo uno stabile per offrire l’opportunità a giovani mamme di accudire i propri figli e dare ai bambini quel minimo di educazione e di scolarità indispensabile per la vita futura. Sull’isola di Flores suor Enrichetta ancora oggi svolge il suo ruolo di missionaria, in una nazione molto complessa. Negli ultimi anni come accaduto in Africa, molte giovani ragazze hanno preso i voti dedicandosi alla vita monastica e venendo anche in Italia.
Flores, a differenza di gran parte dell’Indonesia, è per la stragrande maggioranza di fede cattolica, e rappresenta il confine fra l’espansione del cattolicesimo nell’Oceano Pacifico e l’inizio della zona islamizzata dell’Asia. Il rischio incombente delle missionarie anche in questa terra lontana è rappresentato dagli estremisti islamici che qualora giungessero su quest’isola porterebbero distruzione e morte.
Sperando che questo lembo di terra possa essere sempre libero da tali fenomeni, auguriamo alla molisana Suor Enrichetta e alle sue consorelle lontane, serenità nel loro credo, nella loro missione di pace.
Pietro Tonti






























