Vacilla la maggioranza al comune di Venafro. Non era immaginabile quello che sarebbe accaduto questa sera in Consiglio comunale. Il vicesindaco Alfredo Ricci, gli assessori Angelamaria Tommasone, Marco Valvona e la consigliera Jessica Iannacone non si sono presentati alla riunione del Consiglio comunale. Un atteggiamento presumibilmente premeditato ed inaspettato dal sindaco Sorbo, si erano lasciati ieri nel pre consiglio senza accenni di contrarietà. Oggi la questione è apparsa totalmente diversa. Telefoni non raggiungibili per tutto il pomeriggio, i 4 dissidenti, nonostante la presidente Stefania Di Clemente e il sindaco abbiano tentato di rintracciarli si sono resi irreperibili aprendo di fatto la crisi.
Si ignorano le motivazioni di un gesto così eclatante che sottolinea inequivocabilmente una distanza tra sindaco e maggioranza con le conseguenze imprevedibili.
Il cambio in giunta tra Dario Ottaviano e Carlo Potena potrebbe aver generato dei mal di pancia nel gruppo di centro destra capitanato dal vice sindaco Ricci. Lo stimolo per una decisione così drastica nei confronti dell’amministrazione Sorbo dal gruppo di centro destra potrebbe essere un’altra.
La chiave di lettura potrebbe essere tutta politica e poco personale nei confronti del sindaco. Nonostante le voci che darebbero il Sorbo una sorta di duce che prenderebbe decisioni autonome non condivise, le ragioni della probabile disfatta dell’amministrazione comunale di Venafro, potrebbe essere racchiusa nella riorganizzazione generale del centro destra regionale.
Il momento è propizio per rilanciare il centro destra.
Nei giorni scorsi infatti, Michele Iorio ha portato alla ribalta un nuovo soggetto politico velato da associazionismo.
Gli incontri con Patriciello avrebbero gettato le basi per un presumibile accordo tra le parti, che unite rappresenterebbero un numero consistente di elettori.
Dove agire per acquisire risultati immediati?
Nell’amministrazione piú vulnerabile, quella di Venafro per l’appunto, dove bastano 4 amministratori dimissionari a decretare la fine dell’esperienza di sindaco di Antonio Sorbo e lanciare al ruolo di primo cittadino il vice Alfredo Ricci, riconquistando quindi la prima roccaforte amministrativa, per poi lanciarsi alla conquista delle altre unità locali e riacquistare il vecchio potere, o quantomeno ridimensionare il livello politico del centro sinistra in questo momento egemone a livello regionale.
Ritornando agli eventi che hanno contraddistinto la seduta del Consiglio comunale a Venafro.
Il gruppo misto non ha abbandonato l’aula per approvare il primo punto all’ordine del giorno relativo alla nomina del revisore dei conti. Il numero legale per proseguire è venuto meno con l’abbandono dell’assise civica dei consiglieri Adriano Iannacone e Anna Ferreri.
Il capogruppo di minoranza Alfonso Cantone ha chiesto al sindaco di prendere atto di non avere più la maggioranza e di rassegnare le dimissioni.
Nei prossimi giorni Sorbo tenterà accordi per restare in sella, ma qualora i vertici di centro destra regionali, avessero già dettato imput dissociativi, non resterebbe che la via del commissariamento a cui la città è ben abituata, e nuove elezioni.
Pietro Tonti































