Che vi siano forti pressioni nell’amministrazione comunale di Venafro è chiaro e lapalissiano.
Che vi siano personalismi di affermazione politica in crescendo per taluni personaggi, che non si accontentano di ruoli minoritari e vorrebbero emergere nel più breve tempo possibile a incarichi di primo piano o di primo cittadino che dir si voglia, è anche vero.
Una città che da anni, più delle altre nel Molise risente di un agone politico amministrativo diviso tra grandi rappresentanti istituzionali a cui corrispondono grandissime aziende, le più prestigiose e vanto per l’intera regione. In un tira e molla generale – negli ultimi 10 anni – nessuna amministrazione è stata capace di concludere il mandato. Siamo alla quarta?
Forse si, e forse no è la risposta oggi. L’abbandono dei 4 dissidenti di centro destra capitanati dal Vicesindaco Alfredo Ricci anche se rientrata nelle ultime ore, parrebbe ancora minata da pregiudiziali di carattere politico amministrativo, nonostante slanci rasserenanti, i venafrani sanno che le pressioni sono tante, sommate alle problematiche irrisolte che si accumulano, e gli interessi sia per il bene comune che particolareggiati dei singoli, non permettono una convivenza pacifica nell’assise civica.
Al primo errore si paga, lo sa bene il sindaco che dalle ultime dichiarazioni dei magnifici 4 esponenti di centro destra, è dovuto scendere a compromessi pur di salvare la poltrona, ma a quale prezzo?
Dalle stesse dichiarazioni, si parla di tagliando a due anni dall’inizio mandato, necessario per continuare ad amministrare. Un tagliando che annulla con un colpo solo ogni appartenenza politica, ogni legame e riconduce, scevra da condizionamenti l’intera assise al non è successo nulla e andiamo avanti? E’ credibile?
Anche in questo caso vi sono dubbi e perplessità. Le indiscrezioni da noi pubblicate per quella sorta di baratto o non baratto, per il terreno che presumibilmente poteva essere di Vincenzo Cotugno, non intestato a lui personalmente, ma probabilmente riconducibile a lui attraverso società legate alla sua famiglia, non ha grande importanza.
Non hanno importanza le indiscrezioni che sono giunte in redazione. In primis per la sostanza della questione. Seppure Cotugno nella sua legislazione passata nel ruolo di Sindaco aveva individuato quell’area a ridosso del Venafro Palace Hotel, quale zona naturale di espansione urbanistica, ( e come dargli torto?) realizzando anche un progetto residenziale. Ma quale accordo, senza un Piano Regolatore, le zone agricole non possono mutare di destinazione all’improvviso e il sindaco avrebbe dovuto accollarsi eventualmente grandi responsabilità.
Inoltre, varrebbe la pena in questo momento storico investire sull’edilizia residenziale o popolare, quando vi sono diverse decine di appartamenti nuovi invenduti al centro città?
Alla luce di queste legittime elucubrazioni, non ha importanza se tali indiscrezioni fossero veritiere, se il sindaco sia sceso a patti o meno con il vicesindaco su questa questione.
L’asse, sempre emarginato dalla politica, dovrebbe essere al servizio del popolo e invece devia inesorabilmente in altri lidi che poco hanno a che fare con gli interessi generali dei cittadini, ove spesso i comunicati, sono solo di facciata e nascondono ataviche diatribe mai sopite.
Gli accordi trasversali tra destra, sinistra centrale per vincere la competizione elettorale a Venafro, sono stati presumibilmente basati su feroci personalismi, escludendo la politica partitica, portando le classiche liste civiche in auge, velate da giochi di potere, quel potere che ha portato per due lustri all’intervento dei commissari prefettizi e a elezioni su elezioni, accumulando sulla città una serie di incompiute, una moltitudine di criticità a cui non pare ci sia inversione di tendenza in questo nuovo governo cittadino.
Pietro Tonti































