“Sono partito da settembre con la campagna di ascolto: vogliamo rinviare ancora, sprecare il tempo? Per carità, il Parlamento è sovrano. Ma questa non è la legge elettorale: non dico prendere o lasciare, ragioniamo sul futuro dei figli”. Così Matteo Renzi a Radio Anch’io, rispondendo in diretta agli ascoltatori sulla riforma della scuola.
“Sono molto contento della discussione sulla scuola perché dopo anni e anni di chiacchiere finalmente entriamo nel merito di quella che è la principale sfida del Paese, perchè l’Italia dei prossimi 20 anni sarà capace o incapace di vincere le sfide sulla base del lavoro sulla scuola. Più parliamo con serenità e tranquillità nel merito della riforma, più abbiamo da guadagnare”.
Affrontando il tema controverso della valutazione degli insegnanti, il premier ha ricordato che “per la prima volta ci sono più soldi per la scuola, certo vogliamo darli non in modo indiscriminato. Nessuno tocca gli stipendi di oggi ma se ci sono soldi in più, premiamo di più chi è stato più bravo. Chi l’aveva fatto prima? Nessuno. Dire ‘non voglio la valutazione degli insegnanti’ è una posizione politica rispettabile: per anni il sei politico è stato un fatto culturale. Io credo che sia un errore, ma discutiamone”.
Renzi ribadisce che si sarebbe dovuta spiegare meglio la riforma, ma allo stesso tempo mostra soddisfazione per la discussione in corso: “Ho ricevuto 7417 lettere in due giorni da professori: la mia impressione è che ascoltando ci sia un diverso atteggiamento da parte delle persone. Io dico per primo che dovevamo spiegarla meglio la riforma, discutere meglio, ma è un fatto positivo che si possa discutere sulla scuola, prima non ne parlava mai nessuno”
Per il presidente del Consiglio, fare subito le assunzioni stralciandole dal ddl scuola “è impossibile. Assumiamo con un modello di scuola diverso: non esiste che dal ddl prendo le assunzioni e non cambio il modello scuola, perchè” diventerebbe “un grande ammortizzatore sociale” per gli insegnanti precari. “Ci saranno centosessantamila assunzioni tra questo e il prossimo anno: una cifra enorme. Per gli altri precari non ci può essere altra procedura che quella concorsuale. Prendo un impegno per il futuro: si entrerà solo per concorso”.
A proposito del’eventuale sciopero degli scrutini, Renzi giudica la precettazione “un tema abbastanza prematuro: è una questione tecnica, se ne parla più in là. Credo che la stragrande maggioranza degli insegnanti siano persone serie, perbene che non mettono a rischio i propri ragazzi e il lavoro di un anno con il blocco degli scrutini”.
Rispondendo agli ascoltatori a proposito delle pensioni, ha assicurato: “Non tocchiamo i soldi dei pensionati. Il governo non metterà le mani nelle tasche degli italiani, non toglieremo niente a nessuno. Il governo Monti ha bloccato l’indicizzazione delle pensioni, questo blocco è stato giudicato incostituzionale: ormai ci troviamo sempre a risolvere i problemi provocati da altri. Restituiremo una parte di questi soldi. Stiamo studiando come fare a rispettare la sentenza e contemporaneamente l’esigenza di bilancio sapendo che questi soldi purtroppo non andranno ai pensionati che prendono 700 euro al mese”.
A proposito delle prossime elezioni amministrative, Matteo Renzi ha ribadito che “Il Pd non ha candidati impresentabili alle regionali, anche in Campania. Ci sono alcune liste con candidati impresentabili, che avrei francamente evitato di mettere. Ma sul Pd sono pronto alla prova del nove e allo scanner”.































