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Se é vero che l’immigrazione clandestina é oggi una vergogna planetaria, lo é ancor di più a volte l’accoglienza e i suoi esempi. Un’ accoglienza, che a esaminati i numeri, si traduce in un business il cui  scopo non é certo quello intrinseco alla sua terminologia.

Un grosso affare che risveglia l’acquolina in bocca a tanti, a troppi, tanto da creare un pericoloso circuito che prima o poi farà scoccare la scintilla delle provocazioni al massacro.

Non bisogna certo fare di tutta un’erba un fascio, ma spesso la freddezza con cui qualcuno opera potrebbe far somigliare l’accoglienza ai profughi al business dei canili. Più ne catturi e più ti pagano, poco importa la dignità di un essere vivente.

Li abbiamo accolti nei nostri territori, tra contestazioni e sterili prese di posizione.

Ma la speculazione dentro e fuori i barconi é una realtà.

Sono giorni che lungo via Mazzini a Campobasso si organizzano i giovanissimi “vu cumprà” scesi dai barconi a vendere cianfrusaglie varie.

Puoi riconoscerli da una busta che ricorda il mare, riempita a metà, tra accendini all’acqua e cinture di cartone. Sono poco più che adolescenti, conoscono a malapena  tre parole, quelle necessarie a rifilarti un bel nulla mascherato da merce, ma necessario per raccimolare qualche spicciolo da riportare al trafficante di turno.

Di solito sono in tre o quattro, al massimo cinque. Si dividono le zone ma restano abbastanza vicini. Le strade preferite non quelle propriamente centrali. Via Mazzini quella prescelta. Zona di ritrovo,  il marciapiede della Curia.

Intanto come in ogni grosso affare c’é chi si arricchisce dallo strumento della spartizione del potere e chi resta a guardare. Anche la Chiesa ha si predicato ma poco ha razzolato. Basta battersi il petto. Bisogna mettere in moto la vera solidarietà per non vergognarci più. La solidarietà é anche attuare politiche diverse da queste, considerato che non funzionano benissimo.

La sinergia di forze dovrebbe essere la parola chiave dell’accoglienza.

In un cantiere lavorano tutti, ognuno ci mette la propria opera fisica e psichica. Non basta solo predicare bene, diventa necessario che tutti facciano la propria parte, chiesa compresa. Lo ha ricordato papa Francesco invitando ad aprire ai migranti i conventi chiusi.

Basta all’accoglienza come affare.

Carla Ferrante

 

 

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