Il Molise è stato più volte sollecitato negli anni passati dall’ Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico ad applicare tariffe in linea con il dettato nazionale e a individuare un gestore unico a cui affidare il servizio.
Procedura questa mai eseguita dai governi regionali precedenti e oggi il Molise ha un problema in più da risolvere.
E’ del 21 maggio scorso la delibera dell’Autorità con cui commissaria il sistema tariffario del Molise e determina “d’ufficio le tariffe del servizio idrico per talune gestioni della regione Molise per il primo periodo regolatorio 2012-2015”.
Nonostante la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 gennaio 1994, il Molise non ha mai adottato la Carta dei servizi che regolamentava il servizio idrico integrato in cui bisognava mettere mano anche all’aspetto tariffario. Tempo a disposizione 60 giorni dalla pubblicazione. Di giorni però ne sono trascorsi molti di più , tant’ è che arriva la batosta dall’Autorità.
Il Molise corre ai ripari per evitare rischi peggiori come un commissariamento generale e l’8 agosto 2014 invia una comunicazione di impegno a individuare un gestore unico sull’ intero territorio e a sistemare la questione tariffe.
L’Autorità tenendo conto dell’impegno della regione a individuare un gestore unico sull’intero territorio assicurando l’adeguamento dell’assetto organizzativo alla normativa vigente, ha però proceduto all’esclusione dall’aggiornamento tariffario di alcune gestioni ponendo il valore massimo del moltiplicatore 9 pari a 1 e ha contestualmente intimato ai soggetti l’adempimento dell’obbligo di adozione della Carta dei servizi entro 180 giorni dalla pubblicazione del provvedimento.
Nel calderone del richiamo ci finiscono tutti i comuni che non hanno mai provveduto alla comunicazione dei dati nonostante la diffida,ad eccezione di Termoli che ha adottato una gestione industriale del servizio. I comuni infatti dovevano adeguare già negli anni passati le tariffe al metodo tariffario nazionale dettato dall’Autorità AEEGSI.
A questo punto i comuni dovranno applicare la riduzione del 10% sulle tariffe che vanno agli utenti.
Qualora si dovesse applicare la riduzione sulle tariffe attuali si determinerebbe una penalizzazione a carico dei comuni che dovranno accantonare l’ammontare della riduzione e conguagliarlo con future tariffe ai cittadini.
Il rischio è che i comuni avranno meno budget a disposizione, e alla fine chi paga il ritardo dell’adempimento?
Carla Ferrante































