Isernia – Nel periodo peggiore della storia per il commercio, in una città in cui restare aperti è un miracolo e a chi ancora non ha chiuso i battenti bisognerebbe di anno in anno dargli un premio, ecco che un vero e proprio premio al contrario – quindi una bastonata – è arrivata con solerzia, si chiama TA.RI. (tassa sui rifiuti). Nella città pentra l’amministrazione comunale nel settembre 2014 deliberò alcuni aumenti e che aumenti!
Siamo stati interpellati da un fiorista che crede nel suo lavoro e vuole investire in città proponendo dal prossimo anno una rivendita di circa 1.000 mq.
Ci fa notare sottoponendoci il pagamento TA.RI. che nel giro di un anno e solo per le categorie di ortofrutta, pescherie, fiori e pizzerie, gli aumenti del balzello sono del 500% , per cui il costo della tassa sui rifiuti veniva calcolato a metro quadro con un importo unitario di € 2,75 ora per queste categorie l’importo a metro quadro è assurdo e spropositato calcolato su € 21,90.
Per chiarezza, siamo stati autorizzati dal commerciante a pubblicare la foto del pagamento a scanso di dubbi.
Naturalmente l’imprenditore, fa una riflessione: con 1.000 metri quadrati, l’anno prossimo se ingrandirò l’attività sarò costretto a pagare una cifra per le aree utilizzate di circa 12.000,00 euro, una somma che mi induce a ripensare a tutti i programmi di crescita, una sorta di tangente che si somma alle normali esosissime tasse. Posso lavorare solo per pagare le tasse e non portarmi nulla a casa?
E come dargli torto?
Intanto il commerciante attraverso il nostro giornale viole attivare una “class action” con tutti i commercianti delle quattro categorie colpite a morte e sul lastrico per questa assurda tassa. Lo scopo è rispedire al mittente i pagamenti e chiedere la revisione dell’odioso provvedimento all’amministrazione comunale.
Vi terremo aggiornati su questa vicenda che lascia perplessi anche sulla considerazione che il sindaco Brasiello essendo anche commerciante, sa bene le difficoltà che il commercio sta affrontando e il deserto che aumenta con le chiusure di mese in mese. In questo modo il tanto agognato impulso all’economia di chi fa commercio lo si da’ – certo – come un colpo di grazia ad un moribondo.
Pietro Tonti































