Sull’AUTOVELOX installato illegittimamente lungo la SS. 85 venafrana il Sindaco di Macchia d’Isernia restituisca i soldi ai cittadini anziché riferire inesattezze alla stampa locale e minacciare spropositate querele.

 Diatriba senza fine sull’autovelox di Macchia d’Isernia. Dopo le esternazioni del sindaco Mario Stasi sulla legittimità del sistema di controllo della velocità, giunge la replica della Fiadel che dalla posa dell’autovelox si è sempre opposto alla sua funzione definendola da macelleria sociale.

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Perché chiamati in causa, siamo costretti a tornare ancora una volta sul famoso Autovelox che il Comune di Macchia d’Isernia nell’anno 2013, con l’avallo della Prefettura di Isernia, installò illegittimamente lungo la Strada Statale 85, lato destro direzione Venafro e che ha fatto incassare allo stesso Comune, sempre illegittimamente, milioni e milioni di Euro e che in data 27.05.2015 è stato smantellato.

Dicevo – spiega Feliciantonio Di schiavi della Fiadel –  siamo costretti perché il Sindaco di Macchia d’Isernia dopo che il suo comune è stato condannato dal Giudice a pagare le spese per la CTU, dopo che tutti i giudici di Pace di Isernia gli hanno dato torto ed hanno tutti sentenziato che quell’Autovelox era illegittimo e dopo avere perso le cause presso i Giudici di Pace patrocinate da questa Associazione e dopo essere stato costretto a smantellarlo, di recente, oggi compreso, più volte si rivolge alla stampa locale per dire che il suo Autovelox era legittimo, in perfetta regola e la cosa ancora più grave è che minaccia querele a chi lo contraddice!

Ebbene, noi gli rispondiamo che egli deve piuttosto restituire i soldi a tutti i cittadini che hanno pagato perché, appunto, il suo Autovelox è stato sempre illegittimo così come abbiamo sempre detto noi ed il suo Comune ha incassato soldi a mezzo di uno strumento illegittimo.

Inoltre, riguardo alle minacciate denunce, gli rispondiamo che non ci appare corretto che un Sindaco minacci continue querele a chi osa criticarlo, anzi, egli deve essere sempre disponibile a recepire le critiche provenienti da chicchessia, altrimenti, se non è disponibile a farsi criticare, deve starsene a casa sua e vedrà che nessuno lo criticherà.

Con tale comportamento – continua Di Schiavi –  il Sindaco di Macchia pare che si comporti come il Sindaco di Vinchiaturo che ha querelato il Presidente del Comitato PRO TRIGNINA che come noi si batte contro gli Autovelox illegittimi ed in favore dei cittadini. Oppure come faceva l’ex Sindaco di Isernia che oltre a scandagliare i suoi fidatissimi dirigenti assunti tutti per chiamata diretta e senza concorso contro i suoi oppositori, subito sporgeva querele, che poi, tra l’altro, si sono rivelate tutte infondate, compresa quella sporta contro il PCL Molise sull’AUDITORIUM di Isernia.

Si ricorda infine che la Pubblica Amministrazione deve essere al servizio dei cittadini e non contro.

Tuttavia si coglie l’occasione per annunciare che lunedì prossimo arriva alla Camera il ddl di riforma del codice della strada. Tra le nuove norme non c’è solo quella sul ritiro delle patente a vita a chi uccide qualcuno guidando un veicolo sotto l’effetto di alcol o droga. Accanto all’inasprimento di quelle norme specifiche sul cosiddetto “ergastolo della patente” il testo unificato contiene infatti altre norme destinate a incidere sulla vita degli automobilisti italiani e magari salvarli dalle odiose multe. Al comma 6bis dell’articolo 142 del codice (quello che tratta dei limiti di velocità su strada, superstrade e autostrade), ci sono un paio di righe scritte da Simone Baldelli (Forza Italia) con cui si stabilisce che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità, oltre ad essere preventivamente segnalate e ben visibili, non potranno essere collocate a meno di 300 metri di distanza dall’avviso di segnaletica di riduzione della velocità. Un emendamento – conclude la Fiadel –  questo che a detta dell’azzurro è un battaglia in difesa dei diritti dei cittadini automobilisti contro gli autovelox messi a “tradimento” dopo i cartelli di abbassamento dei limiti di velocità: “Una cosa è la sicurezza stradale, un’altra è vessare i cittadini”.

Reporter One

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