Acque agitate  in comune in seguito alla decisione improvvisa del Sindaco Brasiello di allargare la giunta estromettendo chi ha permesso la sua elezione.

Una vera doccia fredda per i consiglieri di maggioranza che attendevano da tempo un premio al lavoro svolto fino ad oggi e una gratifica al loro elettorato, ma il crollo delle aspettative è giunto all’improvviso, inaspettato, con il comunicato stampa di ieri in cui il sindaco annunciava l’ingresso di due assessori esterni nell’esecutivo in persona degli avvocati  Ferdinando Veneziale e Gaia Di Nezza.

Queste le affermazioni del primo cittadino: “Ho preferito, per il momento, attingere nuove forze proprio dalla società civile, al fine di rinsaldare il legame fiduciario con la Città, ben consapevole dell’importanza fondamentale dei partiti e delle forze politiche che mi hanno sostenuto finora. Ho scelto due professionisti competenti, affidabili, autonomi rispetto alle dinamiche politiche, figure pronte a mettersi, a titolo gratuito, a disposizione della città in questa fase così delicata che precederà l’approvazione del bilancio previsionale, strumento chiave per programmare la nostra azione amministrativa e che merita di essere attenzionato quotidianamente nel suo complesso processo di formazione.

Le persone da me individuate, inoltre, vantano origini oltremodo rappresentative dell’identità isernina, appartenendo a famiglie storiche che hanno combattuto con forza e passione battaglie politiche e civili capaci di contribuire alla nascita e allo sviluppo di questa Città e di questa Provincia.”

Le  motivazioni di Brasiello elaborate  da chi come il Consigliere Domenico Di Baggio, l’impegno lo ha elargito sacrificandosi in una difficile campagna elettorale portando alla causa comune, quasi 300 voti, appaiono un vero oltraggio.

Tale scelta appare assurda anche per la rappresentante di Sel, la Consigliera comunale Bice Antonelli Avvocato di chiara fama e competenza che attendeva un coinvolgimento maggiore nell’esecutivo.

E’ palese il sindaco non si fida della sua maggioranza, e castra i consiglieri  acquisendo dall’esterno personaggi che con la politica non hanno avuto mai a che fare, creando delle frizioni ulteriori al già precario stato del suo esecutivo.

Non discutiamo sulla professionalità degli avvocati Veneziale e Di Nezza, ottimi professionisti, ma sulle motivazioni che non avrebbero  assolutamente digerito anche i membri  della sua giunta.

La giustifica della scelta dei due esterni, degli intenti parenterali addotta da Brasiello, evocando familiarità con personaggi storici che nel passato hanno dato lustro alla città di Isernia, agli occhi di tutti  appare un vero affronto.

Si premia la memoria storica – “e che ci azzecca” – direbbe Tonino Di Pietro, invece di premiare l’impegno politico e la concretezza dei voti e del risultato elettorale.

Oramai non serve nemmeno andare a votare, si prendono i figli e i nipoti di personaggi che hanno dato lustro alla nazione e si investono di potere amministrativo. Converrebbe chiamare in causa anche il pronipote di Garibaldi che porta addirittura il nome del bisnonno Giuseppe, dandogli honoris causa l’amministrazione regionale, e così via.

Un quadro funesto che all’indomani di questa scelta sindacale discutibile emerge con tutta la sua virulenza, evidenziando  il crollo dei partiti, dei valori e dell’impegno politico.

Era necessaria questa scelta così impopolare?

Dai dieci dissidenti rientrati senza che i mal di pancia siano passati, Brasiello getta acqua sul fuoco ed è capace di inimicarsi l’intera maggioranza, a prescindere dai colori politici e le appartenenze, lo fa in un momento in cui vi è l’imminente approvazione del bilancio previsionale.

Suicidio politico per il primo cittadino, o grande sicurezza di sapere che anche questa volta, l’estremo attaccamento alla poltroncina – senza infamia e senza lode- dei consiglieri di maggioranza che abbaiano, ma non mordono, sapendo di non essere più rieletti in futuro, li farà nuovamente desistere dal decretare la fine dell’epoca Brasiello?

Intanto se questo avverrà, potremo affermare che il sindaco ha ben calcolato le sue mosse, sapendo di poter fare qualsiasi scelta, motivandola a suo piacimento, estromettendo accordi politici pre elettorali e inserendo chiunque desideri, senza che ci siano ripercussioni eclatanti. Una pacca sulla spalla ai dissidenti nei momenti che contano per continuare ad amministrare, e tutti in silenzio come pecorelle a votare anche il bilancio previsionale e in seguito, quello che nei prossimi anni verrà discusso in aula.

Sogno o son desto, sta accadendo davvero o è una burla carnascialesca? Questo il primo commento a caldo del consigliere Di Baggio alla notizia del coinvogimento dei due avvocati esterni nell’esecutivo, mentre la Consigliera Bice Antonelli, sta valutando in queste ore, nella riunione del direttivo del circolo cittadino di SEL , quali decisioni intraprendere.

Nel prossimo Consiglio comunale convocato per il 30 giugno si scopriranno le carte e vedremo se Brasiello ancora una volta la spunterà su tutti.

Pietro Tonti

 

 

 

 

 

 

 

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