Da Parma è partita una petizione al Ministro della Giustizia Andrea Orlando per dire no ai domiciliari per l’assassino di Stefania Cancelliere, la 37enne isernina madre di tre figli brutalmente massacrata a colpi di matterello dall’ex compagno Roberto Colombo nel giugno 2012 a Legnano, nel milanese. L’uomo è stato condannato in Appello a 17 anni di reclusione. Dopo tre anni passati in custodia cautelare in una casa di cura in Liguria, Colombo dallo scorso 27 luglio è stato mandato ai domiciliari a casa della madre.
Il fratello della donna Livio Cancelliere, avvocato e giudice onorario di tribunale a Parma, ha lanciato una raccolta firme su change.org per chiedere che l’omicida attenda la sentenza definitiva in carcere. In pochi giorni la petizione ha raccolto più di 2mila sottoscrizioni. Tutte le informazioni sulla vicenda si possono reperire sulla pagina Facebook dedicata, Giustizia per Stefania Cancelliere.

Il delitto della 39enne Stefania Cancelliere fu un caso eclatante di femminicidio: la donna aveva già denunciato l’ex compagno per stalking. Dopo la separazione, il 52enne primario di Oculistica Roberto Colombo aveva iniziato a vessare la ex con insistenti pressioni e minacce, tanto che lei aveva confidato ai famigliari di temere di essere uccisa e aveva addirittura fatto testamento. Il 28 giugno del 2012 l’ossessione dell’uomo esplode in un atto di incredibile violenza: colpisce Stefania al cranio con 80 colpi di mattarello nell’androne del palazzo in cui la donna viveva con i tre figli di due, quattro e otto anni. Il bimbo più grande assiste all’aggressione. La madre muore dopo 16 ore di agonia.
Dopo poche settimane di carcere l’uomo venne trasferito in una casa di cura, perché i giudici ritennero che avrebbe potuto compiere atti autolesionisti. Già allora la decisione fu aspramente criticata dalla famiglia della vittima. L’omicida fu condannato con rito abbreviato 17 anni di reclusione e a un maxirisarcimento ai famigliari di Stefania Cancelliere, tra cui i due figli che aveva avuto con lei. La sentenza è stata confermata in Appello e la pronuncia della Cassazione è attesa per settembre.
Dalla casa di cura Colombo ha pubblicato nelle scorse settimane un video su YouTube in cui contestava alcune delle tesi accusatorie delle parti civili. Come denuncia Livio Cancelliere in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, al premier e al ministro della Giustizia, nonché al presidente del tribunale e al procuratore di Milano, si è trattato di una chiara violazione dei divieti di comunicazione con l’esterno imposti dalla misura cautelare. Ma anziché provocare un inasprimento della custodia, all’uomo è stato concesso di trasferirsi a casa della madre nel bergamasco. Come viene chiaramente denunciato nella petizione, oltre che indignata la famiglia della vittima è preoccupata che l’uomo possa tornare a fare del male ai parenti di Stefania. Anche ai bambini, che ora sono affidati ai nonni materni.
“E’ già una settimana che l’omicida di mia sorella è agli arresti domiciliari a casa della madre – scrive Livio Cancelliere sulla pagine Facebook della causa – Questo ci fa male e ci spaventa. Ci fa male perché, in questi tre anni trascorsi in una casa di cura, Colombo non solo non si è pentito, ma ha mostrato livore e aggressività nei nostri confronti, come è evidente dal video pubblicato su YouTube. Ci spaventa perché adesso Colombo, in qualsiasi momento, potrebbe evadere e fare del male a noi e ai bambini di Stefania. Al dolore si somma il timore per la nostra incolumità.
Sempre dalle pagine di facebook, abbiamo ufficialmente appreso che Roberto Colombo, l’assassino di Stefania Cancelliere, è stato trasferito nel carcere di Bergamo.
Adesso tutti noi siamo più tranquilli, scrive Livio Cancelliere, ma è stata già presentata una seconda istanza affinché Colombo torni agli arresti domiciliari e, pertanto, chiediamo di continuare a sostenere questa petizione fino a sentenza definitiva.
Intanto ringraziamo di cuore tutti coloro che fin qui ci hanno aiutato.
P.S. Colombo ha fatto sapere dal carcere che, tramite i suoi legali, ha già denunciato Livio Cancelliere presso alcuni Tribunali italiani per i reati di calunnia e diffamazione.
Stefania






























