L’ approvazione del bilancio di previsione per l’anno 2015 del comune di Casalciprano, offre l’occasione al sindaco, Eliseo Castelli, per esprime soddisfazione per il risultato ottenuto e, nella sua veste di consigliere nazionale Anci, fare il punto sulla situazione dei piccoli comuni. “Abbiamo svolto un ottimo lavoro, nel breve tempo a disposizione – ci aspettavamo una proroga che è stata concessa però solo ai comuni siciliani – per chiudere il bilancio di previsione, ancora una volta senza aumentare le tasse e senza ricorrere all’addizione Irpef comunale.

Comune di Casalciprano
Comune di Casalciprano

Abbiamo mantenuto al minimo l’Imu e confermato all’un per mille la Tasi; decisioni queste non facili ma assunte con grande senso di responsabilità, non certo mossi dalla mancanza di ulteriori entrate per il nostro comune, bensì dal desiderio di dare un concreto segnale di vicinanza ai nostri cittadini e voler allo stesso tempo le distanze dalle imposizioni dettate dal governo”. Il sindaco e consigliere Anci, denuncia la crisi profonda nella quale sono finiti i piccoli comuni e le enormi difficoltà nel chiudere le quadrature di bilancio a causa dell’ultimo taglio al fondo di solidarietà di circa il 20% . “Purtroppo di solidarietà nell’ormai ben noto Fondo ne è rimasta molto poca e la logica di autosostentamento dei comuni più piccoli è inattuabile. In questa lunga stagione di crisi, che fa registrare numeri altissimi di disoccupati nella nostra Regione, non è semplicemente impossibile ma assolutamente immorale chiedere di più ai nostri cittadini e l’attesa dell’ennesimo ammortizzatore sociale allevia in parte e solo temporaneamente la situazione, viste le tante scadenze dei tributi comunali da versare”.

Il sindaco rivolge un appello ai colleghi: “Bisogna cambiare rotta, chiedere con forza al governo di ripristinare il fondo di solidarietà per poter permettere ai comuni di avere l’autonomia necessaria per fornire servizi adeguati alla popolazione” e prosegue nella sua denuncia della situazione dei piccoli comuni: “si tende a far credere all’opinione pubblica che i comuni sono i cosiddetti “spreconi d’Italia”, ma nessuno mette in evidenza che siamo l’unico ente realmente vicino ai cittadini. Combattiamo quotidianamente con i piccoli/grandi problemi nell’amministrare “il bene pubblico”: dalle continue rotture nella rete idrica, senza disporre della necessaria copertura economica per ripristinarle – mentre il governo finanzia con centinaia di milioni di euro la costruzione di infratrutture in altri Paesi cosiddetti sottosviluppati – alle reti fognarie ridotte a dei veri e propri cola brodi, senza mai sottrarci al pagamento di quanto dovuto all’Erim.

Inoltre, quella pur condivisibile e auspicabile spinta verso la digitalizzazione della pubblica amministrazione si traduce per i piccoli comuni in un vero e proprio “appesantimento informatico amministrativo” se non ci vengono forniti gli adeguati strumenti e finanziamenti poichè comporta continui aggiornamenti e di conseguenza aumenti della spesa per l’acquisto di nuovi software (trasparenza, inasaia, fattura elettronica-basterebbe inviare un file pdf- firme digitali, split paiment, etc.). Noi Sindaci siamo stanchi di svolgere le funzioni di “bancomat dello Stato” o elemosinare aiuti – aggiunge Castelli- Si pensi che ad oggi ancora non abbiamo ottenuto un euro di trasferimento dallo Stato -il primo pagamento arriverà ad ottobre – e nel frattempo e siamo accusati di utilizzare l’anticipazione di cassa dalle nostre banche, con pesanti interessi sulle somme a carico delle nostre amministrazioni”. Infine un auspicio da parte del Sindaco di Casalciprano: ” Mi auguro, anche in qualità di consigliere nazionale Anci, che le istanze presentate abbiamo la dovuta attenzione spostando l’ago della bilancia dalla parte dei comuni perchè solo in questo modo tornano davvero al centro dell’interesse pubblico i cittadini”

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