E’ diventato un caso politico il funerale di Vittorio Casamonica, uno dei boss dell’omonimo clan, ritenuto responsabile di attività illecite come usura, racket e traffico di stupefacenti.
Per l’ultimo saluto a Roma nella chiesa Don Bosco il feretro è arrivato su una carrozza nera con bassorilievi dorati. Ad accoglierlo, all’esterno, un’orchestra che ha suonato il tema de “Il padrino”. Sulla bara un’immagine di padre Pio. “Hai conquistato Roma, ora conquista il paradiso” e “Vittorio Casamonica re di Roma” recitavano alcuni manifesti apparsi davanti alla parrocchia che lo ritraevano a mezzo busto con una corona in testa. Un elicottero ha lanciato petali di rose. Si è bloccato un quartiere intero, si è chiusa una strada, gigantografie del boss esposte fuori dalla chiesa, un migliaio di persone in piazza, ma naturalmente nessuno era informato dei fatti. L’imbarazzo del prete: “Non sapevo fosse un criminale”.
In merito al funerale di Vittorio Casamonica, esponente dell’omonima famiglia la Questura precisa che nessuna notizia relativa allo svolgimento dell’evento era stata comunicata. Il defunto, morto nelle prime ore del 19 agosto u.s., dopo una malattia di circa un anno, risulta ai margini degli ambienti criminali, come confermato dalle recenti attività investigative nel corso delle quali lo stesso non è mai emerso. Il primo intervento effettuato sul posto risulta essere alle ore 11.00 circa di ieri mattina per motivi di viabilità. Per quanto concerne il sorvolo ed il lancio di petali nell’area, sono in atto accertamenti con l’ENAC. Allo stato, tuttavia, risulta noleggiato un velivolo commerciale di una società privata in via di individuazione che, per ordinarie modalità di sorvolo in un area non interessata a restrizioni di sicurezza, non necessita di autorizzazioni.
Che birbanti i Casamonica, non si sono preoccupati di inviare un comunicato stampa alla Questura per avvisare della morte di un loro congiunto. Una famiglia di criminali dedita al malaffare dovrebbe essere monitorata 24 ore al giorno. A quanto si apprende, il figlio del boss era agli arresti domiciliari, per cui per partecipare al funerale ha dovuto chiedere un permesso.
Con il mondo politico allarmato dai “segnali mafiosi”, interpretati come una “sfida allo Stato”. “Roma sfregiata, fatto inquietante”, ha commentato il Pd, mentre Sel ha investito del caso il Parlamento chiedendo spiegazioni sull’aspetto legale della vicenda. Alfano a Prefetto: “Relazione dettagliata” – Preoccupato anche il sindaco Marino che ha chiamato il Prefetto perché siano condotti accertamenti con estremo rigore. Si è anche attivato il ministro dell’Interno Angelino Alfano che ha chiesto a Franco Gabrielli una “relazione dettagliata” sulla vicenda.
“Roma trasformata in un set del padrino è uno sfregio”, ha attaccato il commissario romano Matteo Orfini. Quanto accaduto “è una offesa a Roma e dimostra che la mafia a Roma esiste”, ha affermato il vicesindaco Marco Causi. Considerazioni condivise da Rosy Bindi presidente della commissione Antimafia, allarmata dal “clima di consenso che ha accompagnato una simile messinscena”. Preoccupato anche Don Luigi Ciotti per il quale “a maggior ragione dopo la scomunica di Papa Francesco dei mafiosi” è “compito della Chiesa denunciare e ribadire che non può’ esserci compatibilità fra la violenza mafiosa ed il Vangelo”.
Come sempre in questi casi nessuno sapeva niente, il ministro dell’Interno, il Prefetto, il Questore ed il Sindaco erano tutti all’oscuro della vicenda. La domanda sorge spontanea, ma il controllo del territorio? Il patto per la sicurezza? Vanno accertate le responsabilità, va punita l’incompetenza e la superficialità di chi opera nelle Istituzioni. Mafia Capitale non si puo’ archiviare con il maxiprocesso, ieri il messaggio è stato chiaro: Noi ci siamo e siamo i padroni di Roma.
Mentre lo Stato è in vacanza l’Italia affonda, è andata in scena l’ennesima figuraccia a livello internazionale. Un’altra domanda è lecito porsi, ma se i media non avessero dato rilevanza alla cosa, sarebbe passato tutto sotto silenzio? In Calabria ed in Sicilia i questori vietano i funerali dei boss, forse ora lo si farà anche a Roma. Per chi deve candidarsi ad ospitare i giochi olimpici e si prepara al Giubileo è un bel biglietto da visita.
C.C.































