Michele Mignogna
Ebbene si, l’ospedale Vietri è arrivato alla frutta, è di queste ore la notizia che anche il reparto per le dialisi potrebbe chiudere a breve. decine di utenti, che a giorni alterni devono fare la seduta di dialisi si troverebbero a dover viaggiare verso Termoli se va bene, oppure Campobasso, il tutto nel silenzio generale. Con le ultime decisioni dei vertici dell’ASReM entro il mese di maggio il Vietri perderà anche il reparto di Emodialisi, motivo della decisione la mancanza degli anestesisti in organico, l’unico disponibile è stato assegnato al reparto di Oculistica, e la probabile chiusura definitiva del Laboratorio Analisi nelle ore pomeridiane. A nulla sono valse dunque, le proteste fatte meno di un anno fa dagli utenti del servizio Dialisi di Larino che avevano minacciato anche una sospensione del trattamento. La regione ha deciso, il Vietri va chiuso definitivamente, e il tutto, nel sempre più imbarazzante silenzio dell’amministrazione Notarangelo e del Comitato Pro Vietri, diventato sempre più un organo autoreferenziale nelle scelte politiche dell’amministrazione, nulla fanno invece per cercare di arginare queste situazioni.Imbarazzante il silenzio del primo cittadino, e molto più imbarazzante il silenzio dell’assessore alla sanità, eletto con la missione principale di salvare il Vietri dai tagli indiscriminati. Sono ormai lontani i tempi in cui si arringavano le folle, si criticava la famosa filiera del centro destra, dimenticando la famigerata filiera del centro sinistra che impera autoritariamente sia in regione che a Larino, e che di fatto, sta mettendo i lucchetti a un presidio ospedaliero necessario e fondamentale per un intero territorio. Sicuramente qualcuno si dovrà assumere le proprie responsabilità davanti ai larinesi e agire di conseguenza, se non si è capaci di amministrare è bene che si sgomberino le stanze del potere, un potere, piccolo, infimo e infinitesimale, che serve solo a garantire gli amici degli amici e a massacrare i larinesi che a questo punto farebbero bene a darsi una svegliata.































