Vorrei fare una riflessione sulla prossima tornata elettorale. Vediamo il moltiplicarsi di liste con un numero di candidati sproporzionato rispetto al territorio. Sembra quasi che si voglia moltiplicare il numero delle candidature per cercare di prendere più voti legando il tutto alla quantità delle truppe messe in campo. E come se si ricostituissero gruppi di interessi da difendere indirizzando il denaro pubblico verso quegli interessi. Lo abbiamo visto dove simili scelte elettorali hanno portato il territorio.

Abbiamo una città morente con il lavoro che manca, le attività produttive che chiudono, i giovani che emigrano con una diminuzione della popolazione reale di più di 2000 unità, l’ospedale, e l’assistenza sanitaria in genere, in continuo declino proprio mentre la popolazione invecchia ed avrebbe bisogno di maggiore assistenza. Abbiamo avuto una cementificazione selvaggia del territorio, con la costruzione di migliaia di appartamenti con maestranze e materiali venuti da lontano, che hanno ridotto il valore medio degli appartamenti per eccesso di offerta e distrutto territorio.

Se si continua a votare in una visione di interessi di clan e non per un progetto di preservazione e sviluppo di beni comuni, utili a tutta la comunità, con la difesa del territorio, la creazione di lavoro vero, il mantenimento di un’assistenza sanitaria per tutti e di qualità, con scelte condivise e partecipate con la popolazione non solo nel momento elettorale, questa città è destinata ad un declino inesorabile. Il vecchio modello di sviluppo assistito sul terziario, con provincia e servizi annessi, sta scomparendo per decisione di quelle forze politiche che a Roma stanno destrutturando, a tutti i livelli, le vecchie organizzazioni. Quelle stesse forze politiche in periferia fanno finta di opporsi alle decisioni prese a Roma .

Non hanno la capacità di prospettare altri cicli economici ed il territorio muore. Tuttavia vogliono continuare ad essere presenti per spolpare le ultime parti dell’osso. Noi di PENSIERO LIBERO abbiamo sentito il dovere di presentarci quando abbiamo visto che i gruppi di interessi si ricostituivano sempre con gli stessi scopi, per dare la possibilità di un’alternativa vera alla città, far entrare un pó di aria pulita nel comune e proporre nuovi cicli economici in difesa dei beni comuni, del territorio, della possibilità di creare lavoro vero in una visione che deve interessare tutta la provincia. Speriamo che questa nostra scelta venga compresa e si possa avere una rinascita condivisa della città

Articolo precedenteD’Apollonio: No alle poltrone sicure e alle facili carriere politiche. Sì, invece, alla difesa a oltranza del territorio
Articolo successivoCotugno a Frattura: «Sulla nuova sede del Consiglio regionale si acceleri l’iter per la costruzione»