Reddito minimo, Tiziano Di Clemente (PCL) scrive una lettera aperta di sollecito al presidente della Giunta regionale, all’Assessore regionale alle Politiche sociali, al Sindaco di Isernia e all’Assessore alle Politiche Sociali di Isernia.
Dal luglio scorso ancora non vengono erogati dalla Regione Molise i fondi al Comune di Isernia per il reddito minimo, per cui torniamo a sollecitare gli organi in indirizzo affinché vengano sbloccate dette risorse per il Comune di Isernia, per non aggravare il problema di enorme rilievo sociale, segnalatoci da persone che vivono ad Isernia in stato di grave difficoltà e indigenza. Non che ciò risolva in toto il disagio sociale, ma comunque è importante rivendicare anche quel po’ che c’è.
Non è più tollerabile l’inerzia della Giunta Frattura e, nel contempo, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Isernia dovrebbe essere più attivo nel rivendicare la rimozione di tale situazione presso la Giunta Frattura. Quando si tratta della parte debole della società si dice sempre che sono “difficoltà finanziarie”: ma, tanto per fare degli esempi, i comitati esecutivi della borghesia, trovano invece il modo di togliere 4 milioni di euro dal “fondo per la coesione sociale”, solo per pagare i progettisti del “lotto zero” (il famigerato megaprogetto di 170 milioni inutile di 8 viadotti e due gallerie tra Pesche e Miranda di cui non v’è neanche certezza di realizzazione), in attuazione del concerto che fu nel 2008 tra la ex Giunta Melogli e la Giunta Iorio; o di sperperare oltre 120 mila euro su doppi fitti per stessi uffici regionali tra via Farinacci e via Berta (i nomi di memoria fascista calzano a pennello) o per costose esternalizzazioni del servizio informatico alla Provincia di Isernia, quando ci sono persone qualificate interne all’ente.
Tutto con i fondi pubblici pagati con le tasse dei lavoratori e degli sfruttati. Mentre per i poveri non c’è mai nulla.
In particolare ci è stato segnalato anche il caso di una di queste persone, priva dei sufficienti mezzi per curarsi in altra città molisana lontana da Isernia, a fronte di interventi salvavita sotto il profilo cardiaco. Ed in proposito avevamo ricordato l’art.32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettivita`,e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Ma si è visto pure nel Molise che, mentre per i poveri si deve sudare per ottenere una briciola di sostegno o il lavoro, fiumi di denaro pubblico vengono saccheggiati dai ceti possidenti. L’acqua va al mare, suol dirsi. Così anche l’art.32 della Costituzione rimane un’illusione che si perde in queste folli ingiustizie tipiche del capitalismo, governato anche nel Molise per il profitto di pochi, sicché aveva ragione Piero Calamandrei quando spiegava che in questa Italia dominata dagli interessi dei potenti e delle varie lobby del capitale tanto al centro quanto in loco, la stessa Costituzione si risolveva in una “rivoluzione mancata a fronte di una rivoluzione promessa”.





























