Riceviamo e pubblichiamo
Sono rimasto assai dispiaciuto, deluso ed amareggiato per ciò che ha scritto (e come lo ha scritto) su “facebook” il 26 ottobre 2016 don Francesco Martino (parroco di Villacanale) su di me e sull’Università delle Generazioni. Poiché ho ancora e sempre rispetto per il vecchio amico e per il ruolo che riveste, stendo un velo pietoso! Non commento e non ribatto.
Voglio soltanto dare precisazioni sul fatto che mi accusa di aver violato la sua “privacy” poiché ho riportato i suoi numeri di telefonino alla fine del mio comunicato-stampa. Non mi risulta che, poi, alcun giornalista abbia pubblicato i suoi numeri di cellulare. Ma don Francesco lo lascerebbe intendere.
E’, altresì, da precisare che i recapiti telefonici di don Francesco Martino sono di fatto pubblici, avendoli Egli ostentati più volte fuori e nei dintorni del suo Ufficio di Cappellano, vicino alla cappella e al 4° piano dell’ospedale Caracciolo. Inoltre, numerosissimi suoi parrocchiani hanno (pure per ovvi motivi) i suoi recapiti telefonici. I preti, comunque, in pratica, non hanno “privacy” quando hanno un servizio così esteso come le parrocchie. In più, don Francesco è uomo assai pubblico per le sue tante e meritevoli battaglie sociali e sanitarie.
Don Francesco Martino dovrebbe sapere (essendo diventato “pubblicista” iscritto seppure da un anno appena all’Ordine dei Giornalisti del Molise) che è buona norma, quando si manda ad una redazione una nota-stampa, comunicare i recapiti più veloci dei protagonisti. Ciò, per chi fa giornalismo serio, vale almeno per due cose: permettere al redattore che riceve la notizia di poterla verificare oppure dargli la possibilità di approfondirla, attraverso una intervista o altre informazioni e delucidazioni. Ben 55 anni di attività giornalistica me lo hanno confermato abbondantemente, ovunque sia stato e con chiunque abbia collaborato.
I giornalisti hanno l’obbligo del segreto professionale sulla fonte o sui protagonisti della vicenda e sui loro recapiti (quando non sono bene evidenziati nel testo da pubblicare). Sbaglia chi pubblica i recapiti personali (anche se la persona è citata nell’articolo); i recapiti sono inviati-affidati alla redazione esclusivamente per verifiche ed approfondimenti (incorre in grave errore, pubblicandoli, chi non è vero giornalista, anche se è iscritto all’Ordine).
Un ultimo pensiero. Meno male che sto per andare in pensione e che, pure per questo, ho deciso di rivolgere i miei interessi (anche giornalistici) a ben altre e più utili tematiche (dal momento che i problemi del mondo e della società globale sono tanti e tali da far impallidire quelli locali). Mi spiace aver constatato, dopo 36 anni di permanenza in questo territorio (cui ritengo di aver dato veramente tanto, sacrificando molto di me stesso e della mia famiglia), che le difficoltà di vero progresso sono, purtroppo, soprattutto interne alle sue comunità.
Confermo l’analisi (fatta nel 1977 a conclusione della mia tesi di laurea) secondo cui è in atto il “Suicidio del Sud” e anche queste montagne altomolisane non ne sono esenti, anzi!… Inoltre, ho sempre pensato che “ognuno si cuoce nel suo brodo” e, quindi, ritenendo sempre più preziose le pochissime vere amicizie guadagnate finora in questo pur meraviglioso territorio in 35 anni di permanenza, lascio ognuno al proprio destino. Comunque, buona vita a tutti!
Domenico Lanciano






























