Prendiamo con determinazione le distanze dalla gestione fallimentare della pagina politico-istituzionale relativa alla sicurezza delle scuole e nei confronti di coloro che per due decenni hanno rivestito ruoli di responsabilità istituzionale, politica e dirigenziale, alla guida della macchina amministrativa comunale.

Un ventennio di governo cittadino durante il quale si sarebbe potuto e dovuto mettere in sicurezza tutte le strutture pubbliche cittadine (scuole, palestre, uffici comunali, etc…) o realizzarne di nuove, e che invece ha registrato solo l’invasione edilizia e commerciale, favorita dall’assenza o dall’assenso complici di certa politica.

Il programma amministrativo, che pure prevedeva un capitolo significativo per l’edilizia scolastica, dal miglioramento sismico alle azioni di riqualificazione e ristrutturazione, dalla razionalizzazione delle strutture esistenti alla riattivazione degli edifici scolastici non utilizzati (vigilanza compresa) a metà mandato si rivela solo un elenco di promesse elettorali.

Anche noi, mutuiamo la frase di Italo Calvino posta dal primo cittadino a emblema delle linee di governo “i futuri non realizzati sono solo rami secchi del passato” ma i rami secchi vanno tagliati, ritirando le deleghe agli assessori inadeguati e revocando l’incarico al direttore generale, o assumendosi la paternità delle decisioni e le conseguenze politiche.

Un dovere verso la città ed i cittadini, cui siamo certi il sindaco non si sottrarrà, qualora agli impegni assunti non dovesse fare seguito nei tempi stabiliti una soluzione operativa e definitiva; un “piano Marshall” per scuole sicure che non si presti ad alibi per una strumentalizzazione edilizia, peraltro congenita in questo mandato.

firme

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