Può svolgere il compito di scrutatore di seggio elettorale qualunque cittadino italiano iscritto nelle liste elettorali del Comune, e che risulti iscritto nell’apposito Albo degli scrutatori di seggio elettorale. Gli scrutatori di seggio elettorale sono nominati dalla Commissione Elettorale Comunale, composta dal Sindaco e da tre Consiglieri comunali eletti dal Consiglio comunale. Ristabilito il principio del sorteggio, ogni Comune potrà autonomamente decidere se prevedere una corsia preferenziale, tra i cittadini sorteggiati, per alcune specifiche categorie, come disoccupati e studenti. Come accade spesso in Italia, quando c’è da guadagnare soldi facili, ecco che tutti scoprono la vocazione di scrutatore.

Si arriva a fare carte false pur di rientrare nell’elenco dei prescelti, soprattutto quando ci sono le elezioni politiche e i compensi sono più alti. In tutti i Comuni hanno terminato il sorteggio degli scrutatori, ma ovviamente in molti casi è partito il treno delle polemiche perchè gli esclusi hanno mal digerito il sistema di scelta. Sorella, nipote, madre: la scelta degli scrutatori è un “affare di famiglia”. Parenti, vicini e lontani di esponenti politici in carica, inclusi nella lista degli scrutatori che si occuperanno delle operazioni di voto per il referendum costituzionale. La bufera si era già abbattuta sul metodo di selezione a Brindisi, uno dei pochi casi in zona, che ha deciso di non optare per il sorteggio di tutti i nomi, solo la sindaca ha scelto l’estrazione a sorte per la sua quota. La lista è stata poi pubblicata: nel marasma di nomi, cognomi e data di nascita, fanno bella mostra di sé alcune generalità riconducibili a persone che siedono in assise o in giunta.

Anche nel nostro Molise non sono mancate le polemiche sul metodo di selezione. A Venafro pubblicata la lista è scoppiata la bufera: nell’elenco dei prescelti ci sarebbero gli amici dei politici e non solo le persone bisognose. Alle accuse di favoritismi è stato risposto che la Commissione elettorale comunale ha compiuto un lavoro ‘duro e certosino’ per prestare la massima attenzione a chi davvero meritasse di fare lo scrutatore. Inoltre, è stato precisato che i nominativi sono stati scelti anche seguendo il criterio della rotazione. La storia si ripete, di esempi ne abbiamo a iosa, ma è inutile tediarvi con queste cose.

Questo è lo specchio di un’italietta che non è capace di neppure di rispettare le regole per una trasparente selezione degli scrutatori ai seggi. Senza compensi siamo sicuri che fare lo scrutatore non sarebbe più un ruolo tanto ambito e di conseguenza oggi non avremmo scritto quest’articolo. Ma è risaputo che in Italia senza soldi non si ‘cantono messe’.

Nibbio

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