di Tonino Atella 

“I Venafrani per Venafro”, movimento cittadino autonomo senza tessere ed appartenenze di sorta, da sempre impegnato a propagandare e trasmettere le positività della città e della sua gente nel corso del tempo e promotore in passato di iniziative sociali quanto mai coinvolgenti e partecipate, scende di nuovo in campo con una proposta quanto mai interessante. Indice infatti per un pomeriggio infrasettimanale di settembre (la data è ancora da stabilire, una volta acquisite le disponibilità necessarie) l’appuntamento in piazza Totò, ai piedi di Castello Pandone, denominato “Venafro, ieri e ieri l’altro…” per dire di storie e personaggi popolari del recente passato cittadino.

 

“Si, d’acchito l’idea è piaciuta, -fanno sapere dal movimento- ma c’è carenza di “fine dicitrice o fine dicitore” per condurre l’appuntamento, parlare, illustrare ed addentrarsi nel tema. Perciò lanciamo l’appello “A.A.A. CERCASI FINE DICITRICE O FINE DICITORE” per raccontare e ricordare la Venafro appena trascorsa, ricca di personaggi e fatti quanto mai significativi e certamente meritevoli di essere riproposti”. Sotto allora, proponendosi come “fine dicitrice o fine dicitore” al fine di rinverdire il meglio della Venafro ultima. “Ma di cosa trattasi esattamente quando si parla di <fine dicitrice o fine dicitore>”, vi starete forse chiedendo? Semplice ! Null’altro che colei o colui che nel teatro del primo ‘900 italiano leggeva o esponeva testi di canzoni o di altra provenienza come versi o prosa, intonando la voce alla musica in sottofondo o adattandola a proprio piacimento. Tra siffatti personaggi di talento da citare senz’altro Ninì Santoro, storico fine dicitore campano e rinomato per l’eleganza con cui di solito si esibiva al famoso Teatro Trianon di Napoli. Oggi, occorrono più semplicemente persone disposte a parlare, proporsi ed esporre per attuare la bella iniziativa “Venafro, ieri e ieri l’altro …”. Se ci sono, diano un segnale !

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