Primavera alle porte e a Venafro c’è voglia di riscoprire ambienti naturali ospitali ed accoglienti
Tra le proposte, “La Giornata Venafrana al Campaglione” per divertirsi, fare un piacevole pic-nic e stare assieme
Due settimane all’attesissima primavera 2023 e in tutti c’è voglia di rimettersi in azione riscoprendo le bellezze ambientali, ossia la prodiga natura. I venafrani, bontà loro proverbiali fruitori di un territorio sano ed ospitale, sono tra costoro e già si preannunciano iniziative sociali per tornare a valorizzare, raggiungendoli e fermandovisi assieme a tant’altri, i luoghi naturali più ospitali, caratteristici ed accoglienti. Ad inizio primavera infatti – con data ancora da definire- “I Venafrani per Venafro”, movimento popolare autonomo senza tessere, senza cariche, senza direttivo ma con tanta simpatica accoglienza e condivisione da parte di molti, si apprestano ad indire “La Giornata venafrana al Campaglione nel solco della tradizione”. “Pensiamo d’intrattenerci per ore con un piacevole pic-nic e sperando di essere numerosi -spiega il referente del movimento, Tonino Atella- tra gli uliveti del Campaglione, ambiente storico tanto caro ai nostri avi. Saliremo a piedi tra i secolari olivi, o in macchina chi non riesce a camminare, per fermarci a panche e tavoli in legno al centro di tale ambiente olivetato, o anche stando a terra sui tappeti verdi naturali. Ognuno consumerà quanto portato, cioè pane e salsiccia, panino con la mortadella ect. o arrostendo qualcosa ai barbecue in pietre della zona. Ci si potrà dissetare all’acqua delle Campate che scorre all’interno dell’area o anche con una bibita o “asciugando il sudore” (scusa tipica … !) con un frizzante bicchiere di vino rosso locale. Nel mentre si parlerà, si ammireranno i suggestivi uliveti circostanti, ci si riposerà, volendolo si canterà, si passeggerà e si trascorreranno piacevoli ore immersi in un ambiente oltremodo salutare ed accogliente che i nostri avi tanto apprezzavano”. Perché proprio il Campaglione ? “Trattasi di un’area importantissima sotto il profilo ambientale, storico e sociale -viene aggiunto da “I Venafrani”- ed in quanto tale da tornare a valorizzare. Aldilà dei magnifici e secolari uliveti, vanto autentico della città, la conferma arriva dalla carissima Chiesa della Madonna della Libera, luogo di culto di fattezza rurale cioè alla buona, eretto in punto di fede dalle generazioni passate giusto al centro dell’area olivetata. Col tempo però è venuto giù ed oggi è scomparso del tutto alla vista, dopo che i suoi ruderi in pietra sono stati rimossi e portati via. Vogliamo sperare per catalogarli prima del loro auspicabile riposizionamento in loco, così da tornare ad avere la Chiesa della Madonna della Libera al Campaglione, a significare la secolare fede popolare”. Quindi ambiente e fede ad attirare al Campaglione ? “Già, e contiamo su una bella giornata di sole primaverile e su tanta simpatica partecipazione popolare. A breve verranno comunicati data ed orario, dopodiché tutti al Campaglione, riscoprendo la tradizionale gita fuori porta delle generazioni passate tra gli accoglienti uliveti della terra venafrana”.































