di Christian Ciarlante

L’aeroporto in Molise? Come avrebbe detto Armando Pellicci (er Pomata), personaggio comico di un celebre film: “Questa è la più grossa ‘stroxxxxx’ mai sentita da quanno l’omo inventò er cavallo!” Neanche il folle regista visionario, Stanley Kubrick, avrebbe mai osato immaginare una cosa simile.

E’ mai possibile che in Molise non si riesca mai a ragionare di cose concrete, reali e che abbiano un minimo di possibilità di essere realizzate? In questi anni abbiamo sentito già parlare della fantomatica costruzione di un aeroporto e tutti conoscono il triste epilogo della vicenda. Chi ha un po’ di tempo a disposizione puo’ leggersi un articolo de “Il Fatto Quotidiano”, datato 31 agosto 2012, e farsi un’idea precisa di come è stato gestito in modo assurdo il primo progetto di questo tipo presentato nella nostra regione:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/31/molise-102mila-euro-per-laeroporto-spa-ma-laeroporto-non-esiste/338481/

Dopo il ‘fallimento’ dell’ipotesi aeroporto tra San Massimo e Cantalupo, torniamo a parlare della realizzazione di un’aviosuperficie. Questa volta la struttura potrebbe essere realizzata in un’area compresa tra i Comuni di San Giuliano del Sannio e Cercepiccola, in provincia di Campobasso. Il progetto ‘Aviosuperficie L.C.’ è stato infatti presentato nei mesi scorsi dal Comandante Emilio Carosella, pilota di origine molisana, da anni per ragioni professionali a Milano. Ipotesi contemplata anche dal presidente Toma nel programma di governo presentato durante la campagna elettorale.

“L’assenza di uno scalo aeroportuale – si legge nel documento riportato dall’Ansa – è un fattore di rilievo in ottica turistica ma non solo. L’accesso al trasporto aereo è condizione imprescindibile per la circolazione delle merci ad alto valore aggiunto, in particolar modo da e per l’estero e per lo sviluppo economico nel senso più esteso di tutto il territorio. I Patti per il Molise sottoscritti nel 2016 – osserva l’attuale Governatore – prevedono uno stanziamento di oltre 240 milioni di euro per il potenziamento infrastrutturale regionale ma, come per la valorizzazione dei finanziamenti pubblici ed Europei, la sfida del prossimo Governo regionale sarà quella di riuscire a realizzare le opere previste nei termini indicati e, auspicabilmente, di reperire risorse necessarie per la realizzazione di quelle opere, superstrada a scorrimento veloce e aviosuperficie, non incluse tra quelle indicate nei Patti”.

Posta la questione in questi termini non ci sarebbe nulla da eccepire, “ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Un progetto di questa portata rischia per l’ennesima volta di finire nel peggiore dei modi, sottraendo risorse ad un territorio già martoriato che sta chiedendo aiuto da troppo tempo senza ricevere mai una risposta in cambio. Chi viene in Molise deve fare i conti con strade dissestate e quasi impraticabili che mettono a rischio l’incolumità degli automobilisti. Sono addirittura complicati i collegamenti tra un Comune e l’altro. Frane, smottamenti e dissesto idrogeologico stanno mettendo a dura prova la viabilità regionale, ma fino a questo momento di interventi risolutivi non c’è traccia.

Come di puo’ ragionare di aeroporto se mancano adeguati collegamenti viari? Lo sviluppo diventa impossibile. La rete ferroviaria? Altro dolente capitolo tutto molisano che permetterà alle disavventure dei viaggiatori molisani di entrare di diritto nei libri di storia. Sono anni che si parla di elettrificare la rete, di potenziare i collegamenti, ma nel 2018 nulla di tutto questo è stato ancora fatto. Noi siamo quelli che per sviluppare la rete puntano sulla metropolitana leggera “Matrice-Campobasso-Bojano”.

Sono in tanti a pensare che, forse, i 23 milioni e mezzo di euro previsti per il primo lotto della metropolitana leggera potevano essere utilizzati per altri interventi più urgenti. C’è chi pensa che si tratta di un’opera pubblica necessaria e utile e chi pensa che è solo l’ennesimo sperpero di soldi pubblici. Un progetto che ha suscitato tante polemiche, di cui il Molise poteva fare volentieri a meno.

Prendiamo l’Autostrada del Molise, per esempio. Esiste? No. È stato uno sperpero di denaro pubblico? Sì, decisamente. Progetto che ha finito di dissanguare il già complicato bilancio regionale e che annoveriamo oggi tra le opere mai realizzate.

Prima di mirare alla luna, con progetti difficilmente realizzabili, sarebbe meglio fare i conti con la realtà e rendersi conto che prima di arrivare in alto bisogna risolvere i problemi dal basso. Le poche risorse che abbiamo a disposizione siano utilizzate per rimettere in piedi un sistema prossimo al collasso. Ora come ora non è il momento di puntare su uno scalo aeroportuale molisano; caso mai, se ne potrà discutere in un futuro prossimo.

Adesso è tempo di pensare a come migliorare, alla meno peggio, il nostro sistema regionale della mobilità, dei trasporti e della logistica. Per una volta pensiamo ai problemi reali dei molisani e non a raccontare favole. Fermiamoci in tempo prima di fare altri dispendiosi disastri e costruire cattedrali nel deserto.

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