di Redazione

Se l’avessero scelta, se avesse vinto, se avesse… insomma per Agnone non è bastato il tifo di tutto il Molise, e non solo, per spingerla verso un traguardo che, come è stato detto da più parti, sarebbe stato non soltanto storico ma avrebbe rappresentato la vittoria di una intera Regione. Nel giorno del verdetto ogni molisano ci credeva ma la giuria presieduta da Davide Maria Desario e composta da Virginia Lozito, Luisa Piacentini, Andrea Prencipe, Andrea Rebaglio, Daniela Tisi e Isabella Valente ha proclamato L’Aquila Capitale della Cultura Italiana 2026. Una delusione? Forse si, ma solo per quello che poteva rappresentare essere al centro della cultura Italiana per un po’, perché tutto il resto è storia millenaria, è tradizione e non possono essere cancellate con una decisione che ha premiato una città altrettanto importante sotto questi aspetti. Ma pensare che non scegliere Agnone e quindi il Molise sia la fine di un sogno, rappresenterebbe un errore e per tutti noi una ulteriore sconfitta. Questa partecipazione deve servire da sprone per la crescita vera, concreta del Molise.

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