Poche storie producono tanti rimpianti come Alitalia. Era la compagnia leader mondiale quarant’anni fa. Poi ha perso un sacco di occasioni. Errori di visione, cassa integrazione, scelte sbagliate, cattiva politica: Se potessimo tornare indietro, quanti sbagli da correggere! Quanta rabbia e delusione.
Ma il passato non torna. E allora ci sono due alternative: vivere nel pianto e nel rimpianto delle occasioni perdute, criticando e lamentando soltanto. O provare a cambiare, facendo tesoro degli errori degli altri. Noi abbiamo scelto questa seconda strada. Su tutto. A Fiumicino oggi sono stati presentati i nuovi aerei e le nuove rotte: sembrava impossibile due anni fa. E ricordo ancora le telefonate con Abu Dhabi di qualche mese fa quando l’operazione sembrava saltata e i licenziamenti sicuri.
Oggi inizia una storia nuova. Alitalia allora è simbolo dell’Italia. Inutile piangere sul latte versato: a noi tocca cambiare le cose, agli altri lamentarsi e protestare. Alitalia c’è, anche se non ci credeva più nessuno. Ed è pronta al decollo. Allacciamoci le cinture: è l’Italia intera che deve volare. Facendo le riforme con ancora maggiore velocità, creando posti di lavoro, investendo sulle possibilità aperte dal mondo globale. Gli altri rimpiangono? Noi no. Noi ci proviamo, noi ci muoviamo, noi ci crediamo. Strappando ogni giorno un centimetro di territorio a chi urla che va tutto male e che l’Italia è destinata a fallire. E costruendo un futuro per i nostri figli. Vola Alitalia, viva l’Italia! Così il premier Matteo Renzi scrive sulla sua pagina Facebook.































