di T.A.
Una questione sollevata dai lettori, che riportiamo ritenendola interessante sotto il profilo sociale. E’ notorio che dalle 70 “primavere” a salire il/la cittadino/a che si approssima ad uno sportello postale per un versamento con bollettino di c/c abbia diritto ad una riduzione della tassa da pagare. Questa oggi, se da versare per intero, ammonta a due euro (tanto !), ma se l’utente ha superato la soglia di età prevista per la riduzione scende della metà, o giù di lì. Francamente un bel risparmio per una pensionata o un pensionato, così da potersi comprare … un saporito mini gelato artigianale ! Già, ma c’è un “ MA “ ! Se avete diritto alla riduzione, dovete affrettarvi a dire la vostra età, altrimenti l’operatore/operatrice postale allo sportello procede seduta stante e senza indugi di sorta ad effettuare l’operazione, “caricando” i due euro di tasse da pagare oltre all’importo del bollettino di c/c, come se aveste vent’anni o giù di lì. E se provate a dire che avevate diritto alla riduzione data l’età, vi viene risposto sempre prontamente dall’impiegato/a … “Dovevate dirlo prima. Ormai l’operazione è stata eseguita”. E se provate a replicare, “Ma come ? Non vedete che sono avanti negli anni ! Potevate almeno chiedermi se avevo diritto alla tassa ridotta !”. Ed ancora da dietro lo sportello, “No, non siamo tenuti ! Qualcuno potrebbe offendersi … !”. E così la riduzione della tassa postale se ne va “A BALL’ P’ L’ACQUA !”, espressione tipica dialettale che sta per RIDUZIONE ADIEU e conseguentemente per … MINI GELATO ADDIO ! Che ne pensate ? Ha ragione l’operatore postale o l’utente dalle tante “primavere” ? Questo giornale, in tutta franchezza, sta dalla parte dell’utente senza dubbi di sorta.





























