Sempre di massima attualità, vista la portata sociale della vicenda, la questione della quota annuale da versare all’Ordine Giornalisti del Molise da parte di giornalisti regionali disoccupati o con reddito inferiore ad un certo livello. Sollevata da un pubblicista molisano, la vicenda ha interessato tanti, compresi magistrati ed esponenti politici, i quali l’hanno condivisa nella sostanza. In effetti si porta avanti un concetto assolutamente ovvio : esentare dalla quota annuale d’iscrizione all’ODG regionale, attualmente obbligatoria ed imposta “ope legis”, quanti tra gli iscritti all’ordine professionale in tema sono disoccupati o dispongono di un reddito inferiore ad un determinato livello. Se non si lavora e non s’incassa alcunché o pochissimo dall’attività giornalistica – si sostiene- appare giusto non pagare alcuna quota d’iscrizione all’ordine professionale. Viceversa si finisce per attuare lo storico e mai tramontato detto popolare dialettale del “ncoppa a l’ cuott’, l’acqua v’llita”’, che in italiano sta a significare un ulteriore aggravamento di una ferita già grondante “sangue”, ossia dolorosissima di se, leggi il dover pagare senza incassare alcunché o pochissimo. Il ragionamento del pubblicista molisano, ossia l’esenzione della quota all’ODG Molise per operatori dell’informazione disoccupati o dal reddito basso, potrà in un futuro si spera vicino riguardare tutti gli ordini professionali nazionali sempre che intervengano novità sostanziali nella normativa specifica, così da venire incontro a molti soprattutto nel presente periodo di ristrettezze economico/lavorative procurate dal covid. E tant’è la fondatezza delle tesi addotte circa l’opportunità di cambiare indirizzi legislativi vigenti che condivisioni arrivano anche dal mondo della magistratura. In una nota sul tema, ecco quanto scrive un esperto uomo di legge : “Lo Statuto dell’ODG stabilisce che tutti gli iscritti, occupati o disoccupati, compensati o sottopagati o anche nulla tenenti sono tenuti al pagamento della quota ? La considerazione non è assolutamente soddisfacente perché, conoscendo la normativa, non posso certo pretendere che la stessa non venga rispettata, data la vigenza. La mia posizione invece è di attivarsi perché la norma venga modificata con la previsione dell’esenzione dal pagamento della quota nel caso in cui il giornalista o il pubblicista sia disoccupato o abbia un reddito inferiore ad un certo livello”. Il prosieguo del ragionamento del magistrato : “Essendosi nel frattempo ancora più deteriorata la già difficile situazione in cui versano alcuni dei giornalisti e pubblicisti molisani, auspico che si voglia portare con sollecitudine all’attenzione del Consiglio Nazionale dell’ODG il problema innanzi citato che riguarda soprattutto operatori dell’informazione in una Regione, come il Molise, economicamente depressa”. Ma c’é dell’altro sul tema, altrettanto sostanziale. L’imminente interessamento alla vicenda anche di gruppi politici al Parlamento Nazionale al fine di pervenire alla modifica sostanziale della norma, unica strada perché non si versi denaro ritenuto ingiusto per le motivazioni innanzi enunciate. Nel frattempo è stato informato del tutto l’ODG nazionale di Roma, esponendo dettagliatamente con lettera raccomandata al Presidente dell’Ordine fatti e motivazioni e chiedendo interventi tali da risolvere finalmente una questione ritenuta da tanti nient’affatto giusta per i motivi sopra enunciati. “Di quali quote annuali parliamo ?”, si starà chiedendo chi legge. Niente di trascendentale, anzi : 100 euro quale quota/iscrizione per un anno intero, che scende a 50 se si è pensionati. Ma è il principio del pagamento forzato che non va, dal che l’impegno su più”tavoli”.




























