di Tonino Atella
Nell’abitato ci si imbatte in iscrizioni storiche, statue murate, antichi giochi incisi su pietra e fregi di rilievo, tutto però alla mercé di intemperie di ogni tipo.

Altrove in Italia per l’imminente periodo natalizio e per altre occasioni festive nel corso dell’anno ci si imbatte in simpatici, bravi e sistematicamente interessanti artisti di strada. E quanti li osservano su strade, slarghi, piazze o corsi principali non lesinano applausi e consensi di vario tipo nei loro confronti. Sono bravi tali artisti di strada, attraggono, divertono e mettono ogni volta in mostra qualità di tutto rilievo, così da meritare il battimano di tanti. Musicisti, giocolieri, illusionisti ect. che hanno scelto la strada per divertire e ricavare da vivere, riuscendo alla grande in quanto fanno e propongono. La gente li apprezza, si ferma volentieri, applaude ed alla fine depone volontariamente nel berretto dell’artista di strada poggiato a terra l’euro con cui quegli “campa e tira a campare”. Altrove quindi gli artisti di strada, a Venafro invece c’è … la storia in strada ! Girando per l’abitato della Venafro Antica infatti sono tantissime le testimonianze che mandano indietro nel tempo, solo che il tutto è alla mercé di … intemperie di ogni tipo, essendo ogni cosa murata su pareti esterne di strutture private.

Il loro elenco, contenuto e ridotto giusto per dare l’idea della cosa. Alla base della storica Torre Medievale di piazza Cimorelli, sul lato che fronteggia gli uffici municipali dell’ex Palazzo Armieri, è scolpito su pietra un gioco popolare dei tempi trascorsi, il cosiddetto “Tris”, che richiedeva ai fanciulli delle epoche andate scaltrezza, furbizia, intelligenza e velocità. Sempre al rione Mercato, all’imbocco di Via Redenzione per salire al quartiere Colle, ci sono invece sempre murate all’esterno di abitazioni private una storica ed importante iscrizione su pietra sulla destra e la rinomata incisione di un venafrano dei tempi che furono che testimonia il morbo che colpì Venafro nel 1.200, facendo ben 1.200 morti ! Quindi nei pressi della Chiesa di Sant’Antuono troviamo addirittura una statua “adagiata” alla base della parete esterna di una casa tanto da sporgere in strada, in corso Lucenteforte poco prima del laghetto fregi storici su pietra fanno bella mostra di se all’esterno di altra abitazione privata e stesso discorso per una proprietà privata del centrale Corso Campano dove campeggia una pietra finemente lavorata con incisioni storiche di rilievo.

Venafro quindi senza artisti di strada, ma con tanta e ricca storia in strada che richiederebbe, pensiamo, ben altra attenzione da parte delle istituzioni pubbliche . Ed allora la proposta. Catalogare il tutto, restaurarlo, proteggerlo opportunamente con vetri o altro materiale e installare a lato tabelle esplicative per turisti, studiosi e visitatori, lasciando ogni cosa là dove si trova. Oppure rimuovere pietre, statue, fregi storici ect. per esporli nel Museo Nazionale S. Chiara della città. Ma comunque evitare che il tutto continui a restare così com’è in balìa delle intemperie e quindi destinato al progressivo deterioramento.






























