di Redazione
La natura ha un valore inestimabile per la salvaguardia dell’ambiente e per il mantenimento dei delicati eco-sistemi che lo compongono. Animali e vegetali selvatici danno un contributo fondamentale e insostituibile al benessere dell’uomo e alla prosecuzione di ogni forma di vita sul pianeta terra. Con oltre un milione di specie che sono a rischio di estinzione nel mezzo di una crisi planetaria, sia economica che di cambiamenti climatici, conservare la fauna selvatica non è mai stata così urgente. Oltre la metà del prodotto interno lordo (PIL) mondiale dipende dalla natura, rendendo la perdita di biodiversità una minaccia crescente per la stabilità finanziaria e i mezzi di sostentamento. Il 3 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della fauna selvatica, anche se Ambiente Basso Molise la festeggia con un giorno di anticipo. La Giornata Mondiale della fauna selvatica, che prende il nome di World Wildlife Day (WWD), ha l’obiettivo di renderci sempre più consapevoli di quanto sia importante rispettare la natura selvatica e il loro uso sostenibile- dice Luigi Lucchese, Presidente di ABM. Una mattinata, quella di ieri, domenica 2 marzo, dedicata al birdwatching, in cui i partecipanti hanno potuto osservare diverse specie di uccelli, tra stanziali e migratori, per un totale di oltre 150 esemplari. Tra gli avvistamenti più interessanti, l’osservazione di molte specie di gabbiano tra cui il beccapesci, il reale, il comune, poi i cormorani, i piovanelli tridattili, i fratini, l’invisibile usignolo di fiume il cui canto ha attirato l’attenzione dei presenti, e un buon numero di ballerine bianche. È stata scelta la spiaggia di Montenero di Bisaccia e la zona umida perché quest’area, un prezioso ecosistema che si estende dalla foce del fiume Trigno fino all’area circostante il ponte autostradale, rappresenta l’ultimo baluardo naturale o semi-naturale di un habitat cruciale per molte specie di uccelli alcuni dei quali rari e protetti. Il canneto presente in tutta la zona rappresenta un habitat vitale per numerose specie nidificanti, come l’usignolo di fiume, la folaga, la cannaiola, la gallinella d’acqua e il tuffetto, mentre la vegetazione ripariale adiacente ospita specie di rilevanza conservazionistica come il tarabusino, il porciglione e il martin pescatore. L’area si conferma inoltre una fondamentale tappa di transito e svernamento per molte specie protette come aironi cenerini, aironi bianchi maggiori, spatole, cavalieri d’Italia, falchi di palude, beccaccini e molte altre specie tra cui il germano reale. Nonostante l’elevato valore ecologico dell’area, la zona umida (sito SIC) è minacciata dalla mano dell’uomo. Un sito SIC di importanza vitale per molte specie di migratori e non solo, che purtroppo, con il passare degli anni, è stato completamente abbandonato e ormai fortemente compromesso da rifiuti di ogni genere: frigoriferi, materassi (ne abbiamo contato oltre 10), pneumatici di auto, vetri, legno, poltrone, divani, plastica, cartoni, sfalci, e soprattutto rifiuti edili di ogni specie.































