di Redazione

Anche i lavoratori di Trenitalia non condividono le scelte della Regione Molise sui tagli ai trasporti. Sono preoccupati per le ripercussioni negative sulla mobilità regionale, sulla mobilità interregionale e in modo pesante anche in termini occupazionali (30 posti di lavoro in meno solo tra gli equipaggi).

“Dopo le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa, da parte della Regione Molise, in merito ai
tagli per il trasporto pubblico, restiamo profondamente rammaricati nell’apprendere che la Regione abbia deciso di cancellare alcune corse dei treni, oltre la chiusura della linea Campobasso Termoli e la soppressione della metropolitana leggera . Le giustificazioni paventate dalle istituzioni, per chi tutti i giorni lavora su questi treni, appaiono prive di fondamenta. L’affluenza dei treni, diversamente da quanto dichiarato è sempre molto alta, tale da richiedere se mai, un incremento di corse e non la sostituzione con il trasporto su gomma, decisione oltre modo in contrasto con le politiche europee che continuano ad investire e a premiare la scelta del trasporto su rotaia. Questa decisione, a nostro avviso avrà profonde ripercussioni negative sulla mobilità regionale, sulla mobilità inter regionale e in modo pesante anche in termini occupazionali(30 posti di lavoro in meno solo tra gli equipaggi).
In un periodo in cui l’Europa ha tracciato un percorso preciso sul futuro del trasporto pubblico, che sia su rotaia e che sia green, investendo e emettendo bandi che premiano le amministrazioni virtuose in tal merito, la regione Molise decide di intraprendere la strada opposta, che non guarda al futuro. Tali scelte, risultano inoltre in contrasto con le dichiarate volontà politiche di porre freno allo spopolamento della regione. Risulta incomprensibile come una riduzione di qualità e di quantità dei servizi di trasporto pubblico possa influenzare positivamente la popolazione a non abbandonare la regione.
Gli investimenti che hanno portato il potenziamento della rete ferroviaria, offrono all’amministrazione la possibilità di creare un piano di trasporti che possa utilizzare le risorse messe a disposizione dall’infrastruttura ferroviaria per poi collegare le varie località non servite dalla ferrovia con i mezzi su gomma, incrementando la qualità e la quantità del servizio. L’invito pubblico è quello di una rimodulazione al rialzo del contratto di servizi, per essere in linea con le politiche europee, per dare spazio alla modernità e per incentivare la popolazione a non lasciare la regione. Il trasporto pubblico su rotaia rappresenta un servizio primario per lo sviluppo e la sopravvivenza di una regione, appare anacronistico e senza prospettiva, effettuare tagli, rimodulazioni al ribasso o addirittura sostituirlo con il trasporto su gomma.
Esprimiamo quindi, il nostro pieno dissenso alle scelte della regione e come lavoratori siamo pronti ad utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per contrastare tali scelte.”

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