di Redazione

I Consiglieri Micaela Fanelli, Alessandra Salvatore e Vittorino Facciolla hanno presentato una proposta di legge regionale – contrassegnata con il n. 101 del Registro amministrativo delle iniziative legislative della XIII Legislatura – recante: “Disposizioni per la qualità del lavoro, la regolarità contrattuale e la tutela delle condizioni di lavoro negli appalti pubblici di competenza regionale”.

L’iniziativa prevede – come si rileva nell’articolato – che la Regione Molise, nel rispetto della Costituzione, del diritto dell’Unione europea e della normativa statale in materia di contratti pubblici, promuova nei contratti di appalto di lavori, servizi e forniture e nelle concessioni di propria competenza la qualità del lavoro, la regolarità contrattuale, la tutela delle condizioni di lavoro, la corretta applicazione dei trattamenti economici e normativi e la regolarità delle condizioni di esecuzione.

In quest’ottica, la pdl è finalizzata ad assicurare che l’impiego di risorse pubbliche regionali non determini fenomeni di dumping contrattuale, compressione dei trattamenti economici e normativi, lavoro irregolare, improprio ricorso al subappalto o ai subcontratti comunque denominati, riduzione degli standard di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro o peggioramento della qualità dei servizi resi alla collettività.

Le disposizioni si applicano ai contratti pubblici e alle concessioni di competenza dell’Amministrazione regionale, degli enti e agenzie regionali, delle società in house e degli organismi in controllo pubblico regionale. Sono inclusi l’Azienda Sanitaria Regionale del Molise (ASReM) e gli altri enti e aziende del Servizio sanitario regionale, comunque denominati (comprese aziende ospedaliere, aziende ospedaliero-universitarie o IRCCS pubblici), nonché ogni altro organismo del Servizio sanitario regionale qualificato come stazione appaltante, nei limiti della compatibilità con la disciplina di settore e con i relativi atti di organizzazione.

In particolare, le nuove norme si applicano ai contratti ad “alta intensità di manodopera” (quelli nei quali il costo della manodopera è pari o superiore al 50 per cento dell’importo complessivo dei corrispettivi, ai sensi dell’Allegato I.1 al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36) e alle tipologie di appalto maggiormente esposte al rischio di dumping contrattuale, lavoro irregolare, incongruità del costo della manodopera, criticità nei cambi appalto, ricorso significativo al subappalto e violazioni in materia di sicurezza.

Di conseguenza, la Giunta regionale sarà impegnata ad approvare capitolati-tipo, disciplinari-tipo, linee guida e check-list operative per guidare le stazioni appaltanti. Per il conseguimento degli obiettivi della proposta di legge, è prevista l’istituzione presso la Giunta regionale del Nucleo regionale «Lavoro e Appalti», con funzioni di supporto tecnico, indirizzo operativo e accompagnamento delle stazioni appaltanti regionali.

Le diverse stazioni appaltanti delle istituzioni coinvolte sono impegnata ad attivare un sistema di monitoraggio e verifiche in fase di esecuzione sui contratti ad alta intensità di manodopera.

Presso il Nucleo sarà inoltre istituito il “Registro regionale delle inadempienze”, relativo agli operatori economici che abbiano posto in essere violazioni gravi e reiterate degli obblighi contrattuali o delle condizioni di esecuzione in materia di lavoro e tutele nell’ambito dei contratti pubblici regionali.

Nei contratti ad alta intensità di manodopera, l’articolato prevede l’applicazione di clausole sociali coerenti con l’articolo 57 del d.lgs. n. 36/2023, assicurando, nei limiti di legge, la tutela della continuità occupazionale e la salvaguardia dei trattamenti economici e normativi del contratto collettivo applicabile. Inoltre, per sostenere la formazione, la prevenzione e la diffusione di buone pratiche sulla sicurezza, la Regione istituirà un Fondo regionale dedicato, destinato al finanziamento di interventi attuati, anche in convenzione, dagli enti bilaterali e dagli organismi paritetici di settore. Infine, la Regione è chiamata a istituire l’Osservatorio regionale sulla qualità del lavoro negli appalti, con compiti di monitoraggio, analisi e supporto all’aggiornamento degli strumenti regionali.

“La proposta di legge – spiegano i presentatori nella relazione illustrativa – nasce dall’esigenza di assicurare che la spesa pubblica regionale non alimenti fenomeni di concorrenza al ribasso fondati sulla compressione dei diritti dei lavoratori, sulla riduzione degli standard di sicurezza e sul peggioramento della qualità dei servizi resi alla collettività”.

“Negli appalti pubblici, soprattutto in quelli ad alta intensità di manodopera – sottolineano –, la competizione tra operatori economici può incidere in modo significativo sui trattamenti economici e normativi, sugli inquadramenti, sugli orari di lavoro, sulla stabilità occupazionale, sulla regolarità della filiera esecutiva e sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

L’iter legislativo prevede ora l’assegnazione del testo, da parte del Presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante, alla Commissione permanente competente per materia. Esaurita la fase istruttoria e acquisito il relativo parere, la pdl sarà trasmessa all’esame dell’Assemblea legislativa per le determinazioni conclusive.

Articolo precedenteL’Automobile Club Molise e ACI Storico Molise presentano: “Ruote nella Storia 2026”