di Redazione
Confermata la classificazione di area disagiata e apertura alla rete formativa Unimol.
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione per il rilancio e la valorizzazione dell’Ospedale San Francesco Caracciolo di Agnone quale presidio di area particolarmente disagiata. Il provvedimento impegna il Presidente della Regione, anche in raccordo con la struttura commissariale per il rientro dal disavanzo sanitario, a mantenere nel Programma Operativo Sanitario la classificazione del “Caracciolo” come ospedale di area disagiata, riconoscendone il ruolo strategico per l’Alto Molise. Integrazione con Unimol e potenziamento dei servizi. Tra i punti centrali dell’atto di indirizzo figura l’inserimento del presidio nella rete formativa delle scuole di specializzazione medica regionali, in collaborazione con l’Università degli Studi del Molise e l’Azienda Sanitaria Regionale del Molise. L’obiettivo è rendere l’ospedale più attrattivo per specializzandi e strutturandi, anche attraverso un modello organizzativo integrato con il “Veneziale”, sotto la guida di un primario universitario unico. Previsti inoltre: l’istituzione di un reparto misto da 20 posti letto tra Medicina, Lungodegenza e Post-Intensiva; la riorganizzazione della Medicina Generale con sezioni dedicate; il rilancio della chirurgia in regime di Day Surgery, con il “Caracciolo” centro di riferimento aziendale; il potenziamento degli ambulatori specialistici, della Radiodiagnostica e del Servizio di Dialisi; la valorizzazione del Centro regionale di Reumatologia già attivo presso la struttura. Particolare attenzione è riservata alla riorganizzazione dell’emergenza-urgenza, con l’obiettivo di garantire il medico a bordo del 118, tempi certi di intervento e modelli organizzativi integrati h24. L’atto sarà trasmesso ai Ministeri competenti e alla Struttura commissariale. Prevista inoltre un’indagine conoscitiva in IV Commissione e una relazione in Aula entro 60 giorni sulle azioni avviate. Un passaggio politico condiviso che punta a rafforzare il presidio di Agnone e a consolidarne il ruolo nella rete sanitaria regionale.






























