L’azione mediatica devastante e sempre negativa sulla nostra regione non lascia scampo. Mazziati anche da mamma Rai. Ultima, la Gabanelli che ci regala il panettone di Natale, incalza e ci descrive per quello che vogliono farci apparire: un popolo di corrotti, inciucisti, cornuti consapevoli e morti di fame.

 

il molise non esiste big

Un caro amico di Bologna sostiene che da qualche anno, al nord, quando si vuole denigrare qualcuno e tacciarlo di stupidità, di furberia ed arretratezza si usa affermare: “sembri proprio un molisano”.

L’azione mediatica negativa e artatamente costruita per farci apparire un popolo di trogloditi, affaristi e politicamente scorretti, ha sortito il suo effetto. Molisani della soppressata e cacio a cavallo, del tartufo sottratto da Alba, impacciati nella lingua italiana. Molisani dei record negativi, a rischio sopravvivenza, nel limbo dell’accorpamento ad una macro regione, con un Pil che fa ridere gli ex polli della Gam, e si tenta di addolcire con lo zuccherificio del Molise. Il tessile della Ittierre che ha cucito l’abito della disoccupazione addosso a centinaia di dipendenti, e l’edilizia precipitata dalle impalcature dei mancati pagamenti della pubblica amministrazione che ha trascinato con se imprenditori e operai. Il Molise della nota sanità. Se si percepiscono i primi sintomi del raffreddore, si  inizia ad accendere incenso, esorcizzando i malanni  con danze indiane, accompagnate da peperoncino e cornicchio, evitando fin quando si può, di recarsi  nei”nosocomici “ospedali pubblici per farsi curare. Gli amministratori regionali che mutuando alla lettera le parlole della canzone di Fred  Buongusto: ” puoz’ èss accis”, hanno male interpretato il senso del brano, riempiendo di “accise” i super tartassati molisani, con le benzine più care del mondo e non solo. Il Molise dove non soffia un alito di vento, e si registrano  centinaia di pale eoliche ferme, quali monumenti elevati  al Dio Eolo. Il Molise degli affaristi e dei “prenditori” locali e d’importazione, cercatori d’oro tra le aziende in concordato preventivo e fallite, all’assalto dei vuoti forzieri regionali.

Il Molise dalle nevi perenni, solo  nei freezer degli alberghi montani,. Mentre  le temperature si elevano di anno in anno per l’effetto serra. Gli operatori, sempre in attesa del miracolo divino che un meteorite possa spostare l’asse terrestre e contribuire ad una nuova era glaciale,  sono sempre in passione, aspettando una stagione fredda e dalle bianche abbondanti precipitazioni.

Ci mancava la Gabanelli in Report a dare l’estrema unzione ai molisani. Oltre che popolo di furbetti, anche cornuti consapevoli e mazziati da mamma Rai.  Possiamo solo oggi capire la lungimiranza di Michele Iorio, che aveva intravisto nel milionario investimento – non capito – sulla Termoli Jet della Rivera, una sorta di arca di Noè dei tempi moderni. Tutti su, accendiamo i motori, i molisani si trasferiscono in massa sull’altra sponda dell’Adriatico, con essi, le poche pecore rimaste e le tante capre; non sono ammessi i polli: i pochi restano  liberi di beccare in campo a Boiano. Le auto nemmeno, col fallimento Dr sono state tutte pignorate. E via su, con anziani con la pensione, invalidi veri e falsi, impiegati delle ex province e famiglie intere con cagnolini e gatti al seguito. Si tenta di non imbarcare ruffiani e prostitute, ma si chiude un occhio, non distinguendo bene il numero imprecisato di tali soggetti che si confondono tra le persone per bene.  Non mancherà nessuno e non rimarrà nessuno. Tutti potremmo affermare: Il Molise non esiste, o forse è meglio non farlo sopravvivere con l’ossigeno, intubato a vita, in coma profondo.

 

Pietro Tonti

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