Noi abbiamo espresso questa preoccupazione sin da subito, da quando il jobs act era ancora in gestazione. All’inizio del mese di gennaio, in un’assemblea con i lavoratori della Mc Donald’s abbiamo affrontato questo tema. In quella realtà, per anni simbolo del lavoro flessibile, grazie alla contrattazione, siamo riusciti a ottenere un netto miglioramento delle condizioni contrattuali di quei giovani lavoratori.
Ebbene, in quella stessa assemblea, c’era già chi temeva che il jobs act potesse riaprire la strada a nuove forme di precariato e rappresentare l’occasione per un passo indietro sul fronte delle tutele. I dati diffusi confermano che sempre più aziende ricorrono ai voucher per pagare prestazioni lavorative occasionali. Con questo strumento rischia di affermarsi, soprattutto per i giovani, il “lavoro a ore” e ciò a dispetto dei proclami fatti dal Governo sulle presunte prospettive di stabilità occupazionale. Siamo d’accordo con Boeri: questo fenomeno va monitorato con attenzione, anche perché meno contrattazione si fa, più le tutele e i salari diminuiscono e la qualità dell’occupazione peggiora.































