di Redazione

L’asse Barbiana-Termoli: dalla lezione di Don Milani nasce in Molise l’Associazione Cooperativa Scolastica.

Sulle montagne del Mugello, lontano dai grandi centri del potere culturale e politico, Don Lorenzo Milani costruì molto più di una semplice scuola: diede vita a un laboratorio collettivo di cittadinanza, partecipazione e responsabilità sociale. Un’esperienza educativa che ancora oggi continua a parlare al mondo della cooperazione, dell’inclusione e del giornalismo civile. Nella canonica di Barbiana arrivavano figli di contadini e operai, ragazzi spesso respinti dal sistema scolastico tradizionale. Per loro la parola non rappresentava un esercizio astratto, ma uno strumento concreto di emancipazione. Comprendere il linguaggio del potere significava poter difendere i propri diritti, partecipare alla vita democratica e non restare esclusi dalle decisioni della società.  La scuola di Barbiana funzionava come una vera comunità cooperativa. Non esisteva competizione tra studenti: chi aveva compreso una lezione aiutava gli altri; chi scriveva meglio correggeva insieme ai compagni; chi leggeva i giornali spiegava le notizie a chi possedeva meno strumenti culturali. L’apprendimento diventava così un processo condiviso, costruito collettivamente. Anche il metodo di scrittura rifletteva questa visione. Le lettere e i testi elaborati nella scuola nascevano da discussioni comuni, revisioni collettive e confronti continui. Nessuna voce prevaleva sulle altre: la parola era considerata un bene comune, non una proprietà individuale. In questo senso Barbiana anticipò una moderna idea di giornalismo partecipativo, capace di rappresentare gli ultimi e dare spazio a chi normalmente non veniva ascoltato. L’esperienza culminò con la pubblicazione di Lettera a una professoressa, testo simbolo che denunciò le disuguaglianze del sistema scolastico italiano. Quel libro non fu soltanto una critica educativa, ma anche un manifesto sociale: dimostrò che la conoscenza può diventare strumento di giustizia quando viene condivisa e resa accessibile a tutti. Il messaggio di Don Milani conserva ancora oggi una straordinaria attualità. In un tempo segnato dall’individualismo e dalla frammentazione sociale, Barbiana continua a ricordare che educazione, informazione e cooperazione possono trasformarsi in autentici strumenti di inclusione democratica. Ed è proprio da questa eredità culturale e civile che nasce il ponte ideale tra Barbiana e Termoli, città di mare di un Molise troppo spesso relegato ai margini dei racconti sull’innovazione e sull’integrazione. Grazie alla Rete Nazionale delle Sartorie Sociali, nata sotto la spinta del pensiero di Don Milani, e al partenariato fondamentale di ConfCooperative Molise — parte costituente e firmataria del manifesto sulla sostenibilità del settore moda, oggi sempre più esposto alle distorsioni dell’industrializzazione — a Termoli è stata costituita l’Associazione Cooperativa Scolastica “I Care – Molise – Maestro Manzi”, unico esempio virtuoso di integrazione cooperativa scolastica in Molise. L’iniziativa, sostenuta dai vertici del CPIA Campobasso-Termoli, vedrà impegnati studenti e fruitori dell’istituto in un percorso formativo finalizzato alla creazione concreta di una vera cooperativa operante nel settore moda. Un progetto di straordinario valore sociale e umano: un modo concreto per costruire integrazione, trasformare competenze in opportunità, riaprire cassetti rimasti troppo a lungo chiusi e restituire dignità, prospettive e speranza a chi non ha mai smesso di credere nella possibilità di un futuro diverso.

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