di Giovanni Minicozzi

Il giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Molise relativo all’esercizio per l’anno 2020 da parte della Corte dei conti è stato davvero un de profundis per il presidente Donato Toma. Criticità e irregolarità sono state rilevate in tutti i settori della gestione dell’Ente.

Un debito totale di circa 500 milioni di euro, poco meno del 2019, che corrisponde a un carico di 1.662 euro per ogni cittadino residente compreso i neonati. Nel mirino dei magistrati contabili sono finiti tutti i servizi gestiti dal presidente commercialista Donato Toma. In particolare i fari sono stati puntati sulla sanità, sui trasporti, sulle società partecipate, sui debiti fuori bilancio, sui residui attivi e passivi nonché sul mancato obbligo relativo all’osservanza della trasparenza.

Per la sanità resta l’impossibilità ad uscire dal commissariamento a causa del persistente deficit nonostante le rilevanti risorse aggiuntive rimesse dal governo Draghi per fronteggiare l’emergenza pandemica. Un capitolo è stato dedicato anche all’extra budget dei privati accreditati, al mancato rispetto dei livelli essenziali di assistenza e alla incongruenza nella spesa sanitaria. Giudizio negativo anche sulla gestione del trasporto pubblico locale per il quale è urgente – secondo la Corte – il progetto di riforma che preveda la gestione accorpata del comparto, progetto sempre promesso e mai realizzato. Infatti la gara per l’affidamento del servizio al gestore unico resta bloccata, le imprese vantano un credito di circa otto milioni di euro e il settore è caratterizzato da un ricorso abnorme ai tribunali.

Disguidi anche con Trenitalia che vanta crediti relativi al contratto di servizio 2016/2023.
Particolarmente grave la situazione delle società partecipate e in particolare Finmolise, le aziende pubbliche che gestiscono la montagna (funivie del Molise e Korai accorpata) nonché Molise Dati. La Regione, come per gli anni precedenti, ha continuato ad appaltare servizi informatici alla società privata PA Digitale Adriatica senza aver effettuato alcuna gara ad evidenza pubblica. Per la cronaca l’evento è stato aperto dal Presidente Lucilla Valente e a seguire le pesantissime relazioni dei magistrati Domenico Cerqua e Ruben D’addio.

Altrettanto cruenta la requisitorua del procuratore regionale presidente Salvatore Nicolella il quale ha chiesto, tra l’altro, di impugnare davanti alla Corte costituzionale diverse leggi regionali che riguardano il trattamento economico dei quadri in servizio alla Regione. Al termine dei lavori ha preso la parola il presidente commercialista Donato Toma il quale ha sottolineato la circostanza del mancato riscontro della Corte sui problemi da lui risolti (pochi o niente per la verità) e, come sempre, ha tentato di scaricare – senza troppa fortuna – la responsabilità sui governi regionali che l’hanno preceduto.

Al termine la Corte dei conti ha parificazione parzialmente il bilancio ed ha accolto la richiesta avanzata dal procuratore generale di impugnare davanti alla Corte costituzionale le leggi regionali relative ai “quadri” dipendenti della Regione Molise.

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