di Redazione

Il Senato ha dato il via libera definitivo al decreto bollette, approvando l’8 aprile la fiducia posta dal Governo sul testo già licenziato dalla Camera. Il provvedimento, che dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile, mette sul piatto circa 5 miliardi di euro con l’obiettivo di contenere l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese nei prossimi mesi. I voti favorevoli sono stati 102, con 64 contrari e 2 astenuti. Le misure erano state varate prima dell’escalation della crisi internazionale legata alla guerra in Iran e rappresentano uno degli interventi principali per sostenere il sistema economico nazionale. Il decreto rafforza il sostegno ai nuclei più fragili. Le circa 2,6 milioni di famiglie che già beneficiano del bonus sociale elettrico riceveranno un contributo straordinario di 115 euro nel 2026, che porta il totale degli aiuti fino a 315 euro. Il sostegno viene esteso anche al teleriscaldamento. Per le famiglie con Isee fino a 25mila euro è prevista inoltre la possibilità di accedere a contributi volontari da parte dei venditori di energia. Sul fronte produttivo, il decreto introduce diversi interventi per ridurre i costi energetici. Tra questi, il taglio di alcuni incentivi – in particolare per fotovoltaico, biogas e biomasse – destinato a finanziare la riduzione delle bollette per le utenze non domestiche. Prevista anche la rivendita del gas stoccato durante la crisi del 2022 per abbassare i prezzi destinati alle imprese energivore. A ciò si aggiunge un aumento dell’aliquota Irap per le aziende del comparto energetico, che passa dal 3,9% al 5,9% per il biennio 2026-2027. Il provvedimento interviene anche sul fronte della transizione energetica. Vengono incentivati i contratti di lungo termine per l’energia rinnovabile destinati alle imprese e viene ampliata la possibilità per i cittadini di aderire alle comunità energetiche, anche all’interno dei condomini. Allo stesso tempo, viene prorogata al 2038 la dismissione delle centrali a carbone (ad eccezione della Sardegna), rinviando quindi gli obiettivi precedentemente fissati. Una delle novità più rilevanti riguarda il divieto di chiamate e messaggi commerciali indesiderati nel settore energia e gas. I contatti telefonici dovranno provenire da numeri chiaramente identificabili, con l’obiettivo di contrastare truffe e pratiche scorrette. Il decreto introduce anche modifiche al sistema europeo delle emissioni (Ets), con lo spostamento di alcuni costi sulle bollette dei consumatori per ridurre il prezzo dell’elettricità. La misura entrerà in vigore dal 2027, previa autorizzazione dell’Unione europea. Infine, vengono semplificate le procedure autorizzative per nuovi impianti rinnovabili e centri dati, superando il problema della cosiddetta “saturazione virtuale della rete”. Positivo ma prudente il giudizio di Confcommercio, che definisce il decreto “un passo avanti importante” nella riduzione degli oneri di sistema e nella riforma del mercato energetico. Tuttavia, secondo l’associazione, l’impatto sulle bollette delle imprese resterà limitato, con una riduzione stimata intorno al 2% nel 2026. Per questo viene chiesto un intervento più incisivo e strutturale, anche attraverso l’utilizzo dei proventi delle aste di CO₂, che potrebbe portare a un taglio delle bollette fino al 15% per il terziario. Critiche invece da AssoCall, che contesta in particolare le norme sul telemarketing, ritenute troppo penalizzanti per le aziende regolari del settore. Secondo l’associazione, il rischio è colpire indiscriminatamente il canale telefonico senza distinguere tra operatori corretti e pratiche abusive.

fonte e foto: Confcommercio

 

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