Dottoressa Giulia Leonelli

Oggi, vorremmo approfondire, di un’ argomento già trattato, vale a dire il bullismo e cyberbullismo.

Lo facciamo, con la Dottoressa Giulia Leonelli, cultrice della materiapsicologa e psicoterapeuta, grafologa e Giudice Onorario del Tribunale per i Minori di Campobasso.

La Dott.ssa Leonelli, con professionalità e cortesia, ha risposto a quattro domande da me poste e che riporto di seguito.

  •  Dottoressa, quali sono i fattori scatenanti del bullismo?

Diciamo che, molti studi dimostrano che il bullo proviene da famiglie, con in prevalenza un modello educativo distaccato, in cui prevale anche la rabbia.

Un’altro fattore, che può scatenare questo atteggiamento, è la mancanza di sorveglianza, quando i ragazzi vengono lasciati a se stessi all’interno della classe.

Comunque, spesso si è visto, che i comportamenti vissuti nell’ambito familiare, vengono ripetuti all’interno del contesto scolastico.

  • Secondo lei, come si potrebbe arginare questo fenomeno?

Rispetto a questo, una cosa importante, è lavorare sulla prevenzione, quindi lavorare all’interno delle scuole formando gli insegnati, sensibilizzando i genitori e soprattutto lavorando nelle classi con i ragazzi, attraverso approcci vari; dal medoto cooperativo di apprendimento, all’educazione ai sentimenti e al problem solving con tecniche comportamentali, che utilizzino anche rinforzi.

La cosa importante, è lavorare molto sulla formazione.

  • Con l’avvento dei social network, si è venuto a creare il cyberbullismo, può spiegare cosa induce il bullo a postare in rete comportamenti vessatori nei confronti della persona offesa?

Beh, c’è da dire che, nel cyberbullismo c’è una deresponsabilizzazione dell’aggressore maggiore, perchè non c’è un contatto diretto con la vittima, quindi c’è l’anonimato che favorisce, c’è difficoltà nel reperire chi stato il bullo o il cyberbullo.

C’è un’indebolimento delle remore etiche, perchè ci sono vari studi che dimostrano questo, che dietro uno schermo è più facile scrivere delle cose anche spiacevoli e offesive, rispetto a uno comportamento “faccia a faccia”… e c’è un assenza di limiti spazio-temporali, nel senso che poi il messaggio perdura nel tempo a differenza dell’atteggiamento del bullismo diretto o indiretto ma “faccia a faccia”, in cui l’episodio si racchiude in quel momento.

  • Quali sono le contromisure adottate in Italia, per debellare questa condotta?

In contrapposizione a questa condotta, è stata varata una legge nel maggio del 2017, che è la legge N° 71, che ha questi obiettivi.

Il punto, è che, ciascuno individuo minore o chi ne esercita la responsabilità vittima di cyberbullismo, può inoltrare al gestore del social un istinza per la rimozione,il blocco o  l’oscuramento dei contenuti diffusi in rete.

Se il suddetto gestore, non lo fa entro 24 ore, ci si può rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali che li rimuoverà entro 48 ore.

Inoltre, sempre in questa legge, sono varate queste altre direttive:

  • la formazione di un tavolo rotondo integrato, in cui progettare piani di azione contro il cyberbullismo;
  •  linee di orientamento da parte del  M.I.U.R (Ministero Istruzione, Università e Ricerca), alle scuole per la prevenzione di questo fenomeno, per cui posso avvalersi della Polizia Postale;
  • dovere d’informazione, da parte del referente dell’istituto scolastico,  ai genitori qualora sia avvenuto un’episodio di cyberbullismo;
  • l’importanza della formazione del personale scolastico sulla predetta questione;
  • promozione di interventi di “Pear education”, da parte di studenti o ex studenti;
  • promozione di progetti, che permettano una rieducazione del bullo e che sostengano le vittime.

Inoltre, per i ragazzi minori, compresi tra i 14 e i 18 anni, che abbiano commesso atti di bullismo, ma non c’è stata nei loro confronti una querela o una denuncia per i reati di cui agli articoli del Codice di Procedura Penale N° 594, 595 e 612, c’è un’ammonimento da parte del Questore.

Cioè, il ragazzo, sarà invitato ad andare presso il Questore, accompagnato da uno  o embrambi i genitori, per un’ammonimento.

Ringraziamo per l’articolo il sito http://www.gambatesablog.info

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