di Redazione

Quasi un’assunzione su due resta difficile da coprire.

Sono 1.550 i contratti che le imprese molisane prevedono di attivare nel mese di aprile 2026, un fabbisogno che sale a oltre 4.600 ingressi nel trimestre aprile-giugno. La domanda di lavoro si mantiene quindi su livelli significativi, ma continua a confrontarsi con difficoltà diffuse nel reperimento dei profili richiesti. È quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che analizza mensilmente le previsioni occupazionali delle imprese. Il comparto dei servizi si conferma il principale motore della domanda di lavoro in regione, con circa 930 entrate programmate ad aprile (60% del totale) e oltre 2.750 nel trimestre (circa 60%). Le opportunità si concentrano in particolare nei: servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (circa 300 nel mese; 900 nel trimestre); servizi di alloggio e ristorazione e turistici (circa 260 nel mese; 780 nel trimestre); commercio (circa 190 nel mese; 580 nel trimestre); servizi alle persone (circa 180 nel mese; 520 nel trimestre). Il settore industriale prevede circa 500 ingressi ad aprile (32%) e circa 1.500 nel trimestre (32%). Di questi, il comparto manifatturiero e delle public utilities rappresenta circa 230 entrate mensili e 650 trimestrali, mentre le costruzioni offrono circa 270 ingressi nel mese e 850 nel trimestre. Le imprese del settore primario prevedono infine circa 120 contratti ad aprile (8%) e oltre 400 nel trimestre aprile-giugno (circa 8%). Oltre la metà delle opportunità occupazionali si colloca nell’area della produzione di beni ed erogazione dei servizi, che assorbe il 55% delle entrate previste. Seguono le aree tecniche e della progettazione (15%) e le funzioni commerciali e di vendita (14%), mentre la logistica rappresenta il 10% della domanda. Più contenute le quote legate alle attività amministrative e direzionali (3% ciascuna). Nel complesso emerge una domanda fortemente orientata alle attività operative e ai processi produttivi e distributivi. le imprese cercano soprattutto operai specializzati e conduttori di impianti e macchinari (36% delle entrate), seguiti da impiegati e professioni commerciali e dei servizi (32%) e da professioni non qualificate (20%). Più contenuta la domanda di figure ad alta specializzazione e tecnici (12%). Le criticità di reperimento risultano particolarmente marcate proprio per i profili tecnici e operativi: pesano la mancanza di candidati disponibili, soprattutto nelle costruzioni, nella ristorazione, nella logistica e nelle professioni tecniche, e la preparazione non sempre adeguata rispetto alle competenze richieste dalle imprese. Nel complesso, il 46% delle assunzioni previste risulta difficile da coprire, principalmente per carenza di candidati (28,3%) e per competenze non pienamente allineate (14,3%). A livello territoriale, 160mila entrate sono previste nel Sud e isole, 125mila nel Nord ovest, 113mila nel Nord est, 101mila al Centro.

 

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