La crisi riguarda solo i poveri mortali enti e cittadini, ma non l’ANAS.
La telefonata che giunge in redazione ieri è di un signore del capoluogo di regione, il quale con tono indignato, vuole esternare il suo disappunto su quello che un caro amico, dipendente ANAS del Compartimento regionale a Campobasso gli ha confidato.
L’immobile di Via Genova, dove insiste la sede regionale dell’ente, è di proprietà ANAS. Parrebbe, che nel corso degli ultimi anni, siano stati effettuati ingenti investimenti per garantirne la fruibilità e la sicurezza antieffrazione, con un costoso impianto di video sorveglianza, una sala riunioni riammodernata da poco, che dalle dichiarazioni telefoniche – concitate di questo anziano – parrebbe sia costata 250.000 euro.
Questo comunque rientrerebbe nella normalità, ma il nostro lettore, affermava: “la sede di Via Genova non è stata costruita con criteri antisismici, per cui alcuni zelanti sindacalisti, avrebbero convinto i vertici dirigenziali a lasciare la sede attuale che ospita le circa 80 unità lavorative, per trasferirsi in Via Colle Delle Api, nel palazzo di vetro proprietà “La Rivera”, in attesa di realizzare un immobile moderno e antisismico in linea con le richieste dai dipendenti di antisismicità e sicurezza”. Fino a questo punto potrebbe rientrare tutto nella normalità. “In un momento di estrema ricchezza per il paese”,” con la crisi oramai alle spalle”, “insieme alla spending review dimenticata”, è normale che un ente pubblico privato come L’ANAS possa pensare all’incolumità dei suoi dipendenti e adoperarsi per costruire un altro immobile. Mentre tutti gli italiani, oltre che i campobassani, e la stragrande maggioranza dei dipendenti degli enti pubblici e privati, vivono quotidianamente in immobili che in fatto di antisismicità hanno ben poco, con logica, bisognerebbe abbatterli tutti e ricostruire centri storici, scuole, chiese, tutti i palazzi costruiti dal medioevo fino a ieri.
Questo naturalmente non potrà avvenire, ma ci sono delle persone elette dal divino che sono garantite da un super ente, appunto l’ANAS che pensa alla loro salute: e a che costo!
Il signore al telefono, si infervora quando ci spiega che tra poche settimane, l’ente di Via Genova si trasferirà pagando un fitto mensile di 21.000 euro per tutto il periodo – almeno 18 mesi – per permettere la costruzione dell’immobile dove risiederanno gli 80 eletti dipendenti che in caso di cataclisma tellurico in città, in orario di lavoro, resteranno solo loro a continuare la specie. L’Anas quindi, proprio quell’ente eletto dal Divino che imita le gesta di Mosè, il quale divise le acque del fiume Giordano per far transitare il popolo ebraico sull’altra sponda – il motivo era serio e giustificato – ha diviso la regione Molise in due a Boiano per un anno, per riaggiustare un ponte di soli 120 metri: in questo caso ignoriamo quale possa essere il motivo di cotanto accanimento contro i molisani, devono espiare qualche colpa? E nessuno replica. Chi si metterebbe contro Dio?
Come un faraone egiziano L’ANAS costruisce e sperpera denaro pubblico, nel momento più dannato della storia d’Italia, quando migliaia di campobassani e di molisani rischiano di non avere più un tetto sulla testa e stentano a mangiare. Proprio non se ne poteva fare a meno di questa zelante dimostrazione di casse piene e denaro traboccante?
Se tutto questo appena illustrato dovesse corrispondere alla realtà, si troveranno centinaia di giustificazioni – forse- per questo investimento, nell’egida di far girare l’economia e bla, bla, bla.
Per il nostro Signore al telefono che presumibilmente vive in una casa popolare con 400 euro di pensione al mese, ed è costretto a mangiare solo pasta a pranzo e cena per sopravvivere: di queste logiche non gli importa un fico secco.
Pietro Tonti































