Le  Segreterie regionali Slp-Cisl, Slc-Cgil, Failp-Cisal, Confsal com.ni, desiderano portare all’attenzione la propria preoccupazione per la possibile completa privatizzazione di Poste Italiane Spa.
Come è noto il 35,3% è già in borsa dallo scorso Ottobre 2015, il 35% del Gruppo è sotto il controllo di Cassa Depositi e Prestiti, mentre il restante 29,7% potrebbe essere quotato subito dopo l’estate.
Riteniamo come OO.SS. che tale grave decisione non abbia spiegazioni industriali.
Piuttosto sia riconducibile a motivazioni squisitamente politiche.
Pur comprendendo le necessità di arginare, seppure in termini millesimali, il debito pubblico, tuttavia le scriventi OO.SS. non possono condividere tale grave decisione ed esprimono forte preoccupazione per il servizio universale del recapito, sopratutto nelle zone marginali del Paese e per il servizio sociale rappresentato dalla presenza radicata
nel territorio dei piccoli uffici.
Sembra che il Governo intenda rinunciare alle significative liquidità, su cui ha potuto fare affidamento nell’ultimo decennio, prodotte da Poste Italiane; modello senza confronto di come una azienda possa risanarsi trasformandosi da esempio di inefficienza a vera e propria realtà industriale in grado di generare ricchezza consolidata nel tempo ben superiore a quel poco che si potrà ottenere dai processi di collocamento in borsa.
All’orizzonte si profila una “proprietà privata” avida di crescenti guadagni, controllata da Fondi Sovrani di paesi esteri, a cui poco importa del servizio pubblico, della trasparenza e della sicurezza del risparmio postale.
Tale proprietà punterà ad una sempre più marcata finanziarizzazione del Gruppo.
Vale a dire massimizzazione degli utili da distribuire agli investitori.
Mentre a tutti noi rimarranno invece:
1) servizi di peggiore qualità;
2) minore presenza nelle periferie;
3) maggiori costi, complessità e rischio sui prodotti finanziari offerti al posto del tradizionale risparmio postale
Queste gravi novità si inseriscono in un contesto reso difficile dalla riorganizzazione del settore recapito che peggiora notevolmente la qualità del servizio introducendo la consegna a giorni alterni nella totalità del territorio molisano.
Concludendo, auspichiamo la sua presenza al presidio che si terrà il giorno 4 novembre alle ore 9,30 in Via Pietrunto a Campobasso –
davanti al palazzo direzionale di Poste Italiane -.
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